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Data: 23/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
La moglie di Bossi all'attacco di Maroni. Lega divisa fra il capo e i fedeli del ministro e di Calderoli

MILANO. Nella Lega la resa dei conti è vicina. Troppe differenze, troppi errori politici in questa estate che ha visto il partito sbandare prima sui referendum, poi sulla questione della Libia e il voto sull'arresto di Alfonso Papa, infine sulle pensioni. Da una parte c'è «il capo», Umberto Bossi, attorniato dal suo «cerchio magico». Dall'altra ci sono i ministri Maroni e Calderoli, che vorrebbero prenderne in posto. Ieri c'erano tutti alla riunione della segreteria politica, in via Bellerio, sui punti della manovra che ora andrà all'esame del Parlamento. Anche su quello c'è stato lo scontro a distanza fra il sindaco di Verona, Tosi (alleato di Maroni) e Calderoli. Ma vediamo le forze in campo. Attorno a Bossi ci sono i suoi fedelissimi. Oltre al figlio Renzo («il Trota») c'è Rosy Mauro, vicepresidente del Senato. Si prosegue con i capigruppo di Camera e Senato, Marco Reguzzoni, e Lorenzo Bricolo. Ecco, questo è il famoso «cerchio magico», persone tutte legatissime alla moglie di Bossi, Manuela Marrone, che assistono «il capo» in ogni decisione. Maroni ha dalla sua un nutrito gruppo di deputati e sindaci e lo stesso si può dire di Calderoli che l'altra sera, alla Berghem Fest ha tuonato: «La Lega non è né Maroni né Reguzzoni». Un po' come dire: dovete fare i conti anche con me, sono io il braccio destro del capo. L'impressione di tanti, però, è che a comandare davvero, a tirare le fila del movimento, sia la moglie di Bossi. Sarebbe stata lei a telefonargli per dirgli che doveva abbandonare Calalzo (nel bellunese) e non tenere il previsto comizio. Lei che gli avrebbe detto di rientrare «perché ti stanno cacciando e allora devi giocare d'anticipo. Devi cacciarli fuori tutti, a cominciare da Maroni e Tosi. E poi anche Giorgetti. Perché quelli ti stanno tradendo». La telefonata è stata riferita da alcuni testimoni molto vicini a Bossi. Non solo, ma sarebbe stata la signora Bossi a insistere quando la Lega si era opposta all'innalzamento dell'età pensionistica delle donne e sarebbe ancora Manuela Marrone a suggerire a Bossi il «no» all'aumento dell'Iva. A confermare l'importanza della moglie (sempre accanto a Bossi dall'11 marzo 2004, l'infausto giorno dell'ictus) ci sono anche le parole di Francesco Speroni, eurodeputato della Lega e suocero di Reguzzoni: «Manuela non è solo la moglie del capo. Da quando è stato male, tiene anche la gestione politica». E lo stesso dice Mario Borghezio: «È il consigliere di Umberto, l'anima della Lega. Ha unito delicatezza e politica. È diventata un simbolo».


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