Già in piazza a protestare i sindaci minacciati dai tagli
ROMA. La Cgil decide oggi la data dello sciopero generale e chiederà il sostegno degli altri sindacati confederali, che restano contrari. Già partita, invece, la protesta dei sindaci dei piccoli Comuni, che si vedono minacciati dalla manovra varata dal governo a Ferragosto. Le fasce tricolori, i gonfaloni sorretti dai vigili, i cartelli listati a lutto, gli striscioni, e il microfono da cui ieri, in piazza Castello a Torino, in cinquecento hanno gridato il proprio «no».
Non è un caso che la mobilitazione - promossa da Anci, Ancpi, Uncem e Lega delle Autonomie - sia partita da Torino: il Piemonte ha 1.206 Comuni e quasi la metà (597) non raggiungono la soglia dei mille abitanti, sotto la quale debbono accorparsi e cancellare giunte e consigli. «Questo provvedimento - ha detto Lido Riba, dell'Uncem - è l'8 settembre della nostra regione». E il Piemonte sarà in prima linea quando la protesta assumerà contorni nazionali: i prossimi appuntamenti sono a Roma il venerdì prossimo e a Milano il 29. A Torino c'erano i parlamentari, gli assessori della giunta regionale guidata dal leghista Roberto Cota, il quale, ricevendo una delegazione di manifestanti, ha promesso un aiuto. «Farò di tutto - ha detto - perchè in Parlamento questa parte della manovra venga migliorata».
Sul fronte sindacale restano le divisioni. Come puntualizza il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: «Pronti a mobilitarci contro alcuni punti della manovra varata dal governo a metà agosto, ma senza mischiarci con chi vuole fare scioperi generali di natura politica per risolvere i propri problemi interni». Bonanni poi rilancia rilancia il tema della patrimoniale. No, invece, ad «interventi sulle pensioni di anzianità». Lo dice anche la Uil. La manovra, per il segretario confederale Domenico Proietti, «va corretta» con più equità, crescita, più tagli dei costi della politica abolendo tutte le Province, più lotta incisiva all'evasione fiscale.
Diverso il clima nel sindacato di Corso Italia: un ampio fronte interno condivide la «bocciatura completa» che la Cgil ha espresso sulla manovra e spinge per uno sciopero generale a cui dare ancora più forza con un ampio ventaglio di iniziative sui terreni di scontro aperti dalla manovra. Susanna Camusso, tra le ultime azioni messe in campo, ha scritto ai presidenti dell'Unione delle Province, dell'Associazione dei Comuni e della Conferenza delle Regioni chiedendo un incontro per valutare insieme l'impatto della manovra sugli enti locali. Oggi si riunirà la segreteria confederale, poi ci sarà la riunione di tutti i segretari generali delle categorie e del territorio, che indicherà la data per lo sciopero generale da proporre al direttivo del 30 e 31 agosto.