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Data: 23/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi e manovra - La maggioranza guarda al fisco allo studio il ritocco dell'Iva. L'aumento dell'aliquota potrebbe toccare solo i beni di lusso

ROMA Aumento dell'Iva in particolare sui i beni di lusso, nuovi provvedimenti contro l'evasione (a cui però potrebbe essere associata qualche forma di sanatoria per il passato), stretta sulle agevolazioni di cui godono le cooperative. Mentre si riducono gli spazi per un intervento sulle pensioni, maggioranza e governo tornano a guardare al capitolo fiscale in cerca delle risorse finanziarie necessarie a modificare la manovra di agosto, di cui oggi inizia l'esame in commissione Bilancio del Senato.
Le ipotesi tecniche sono chiaramente subordinate alle decisioni politiche e comunque dovranno essere compatibili con il quadro di emergenza finanziaria in cui il decreto è stato scritto, prima di Ferragosto, su pressione della Bce. Dunque non solo i saldi finanziari dovranno risultare invariati, ma anche la fisionomia del provvedimento difficilmente potrà essere stravolta.
In questo contesto è arrivata ieri la frenata, del resto non inattesa, sulla previdenza. Anche se alcuni settori del Pdl non hanno rinunciato a premere sulla Lega, l'anzianità pare destinata a restare fuori dalle possibili correzioni; è invece ancora aperto uno spiraglio sul tema dell'età di vecchiaia per le donne, e rimane sul tappeto la possibilità di una stretta sui contributi previdenziali dei lavoratori parasubordinati. Contro un nuovo intervento sulla previdenza si è pronunciato anche Maurizio Sacconi, ed è un pronunciamento di peso considerato il suo ruolo di ministro del Lavoro.
L'attenzione torna quindi a concentrarsi sui capitoli fiscali del provvedimento. Si parte dal contributo di solidarietà: data per scontata la sua rimodulazione in chiave pro-famiglia, sono forti le pressioni per una completa cancellazione. Il punto è dove trovare risorse equivalenti ed altrettanto certe; nel partito di Berlusconi molti pensano all'Iva. I problemi posti da un ritocco dell'imposta sul valore aggiunto non sono però pochi. Intanto questa leva è già inclusa nel decreto, per il futuro, come possibile alternativa alla stretta sull'assistenza, nell'ambito della delega fiscale e previdenziale; poi ci sono le preoccupazioni per un possibile effetto sull'inflazione, preoccupazioni di cui si fa interprete il ministro Tremonti.
Un aumento generalizzato di un punto delle aliquote del 10 e del 20 per cento permetterebbe ampiamente di annullare la super-Irpef e di venire incontro a Regioni e Comuni. L'alternativa è un intervento limitato ai soli beni di lusso (naturalmente da identificare) che però darebbe un gettito più limitato.
Al secondo tipo intervento sarebbe favorevole, oltre alla Cisl di Bonanni, anche la Lega, che propone poi un rafforzamento della lotta all'evasione fiscale. Su questo terreno le possibilità sono varie: da un incremento della tracciabilità e dei controlli bancari al potenziamento del cosiddetto redditometro. Ma la necessità di assicurare entrate immediate potrebbe spingere a considerare anche un parziale condono sul passato, con l'idea che questo possa far emergere base imponibile nascosta.
Nel menu entra poi anche una riduzione dei benefici fiscali di cui godono le cooperative (strada in parte già intrapresa in passato) mentre soprattutto in casa leghista si continua a parlare di patrimoniale; prelievo che però inevitabilmente finirebbe per coinvolgere gli immobili.
In questo quadro ancora confuso fanno sentire la propria voce preoccupata sindaci e presidenti di Regione del Pdl: tra loro anche Gianni Alemanno e Renata Polverini, favorevoli ad un intervento sulle pensioni e critici nei confronti della Lega. La governatrice del Lazio si è anche detta a favore di un intervento sull'Iva.




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