CHIETI. Ancora una volta è il rilancio del commercio la chiave di volta. Sulla carenza nei parcheggi e soprattutto sui ritardi nei lavori per la scala mobile e il tunnel dal Terminal al centro insiste l'opposizione, non convinta dalla tempistica del piano di mobilità urbana promessa dal sindaco Di Primio. Carenze e ritardi con cui a pagare secondo il centrosinistra è il commercio della città.
«Il principale danno di quanto è stato promesso e ancora non terminato è per gli esercenti», attacca Alessio Di Iorio, capogruppo comunale del Pd. «Per riattivare il commercio morente nel centro storico ci si aspetta molto dalle scelte sui parcheggi», è quanto invece sottolinea Daniele Giangiulli, direttore provinciale di Confartigianato Chieti. «Ci aspettiamo massima priorità per i posti auto, da cui dipendono le sorti dell'economia cittadina sempre più in difficoltà. Sugli eventi serali estivi, ad esempio, molte cose sono andate bene. Ma bisogna continuare a lavorarci».
Sui ritardi nei cantieri e «riguardo a tutto quel che non è stato fatto in precedenza», stando a quanto affermato dal sindaco Umberto Di Primio presentando il piano per rendere la città più accessibile, è il consigliere di minoranza Luigi Febo a replicare. «Ad un anno e mezzo dal suo insediamento il sindaco Di Primio presenta il piano urbano della mobilità approvato però dal consiglio comunale il 4 novembre 2008», attacca Febo. «Basta prendere la delibera numero 639/2008 e leggere l'elenco delle opere per rendersi conto che quello che l'amministrazione Di Primio sta facendo, e tra l'altro con un notevole ritardo, è la realizzazione di quanto programmato da noi. Il piano urbano della mobilità», continua, «è una parte del piano strategico, fortemente osteggiato dal sindaco che lo definì più di una volta il libro dei sogni. In esso sono previste tutte le azioni che concorrono direttamente o indirettamente a definire il funzionamento del sistema della mobilità lenta, del trasporto pubblico, della sosta e della viabilità». E sul collegamento veloce dello Scalo il tono si fa ancora più aggressivo. «Altro non è che il sistema innovativo di risalita dal polo ospedaliero universitario», conclude, «che troviamo tra gli interventi materiali sul sistema della mobilità del piano strategico. Ed è lo stesso sistema che lui dichiarò sarebbe stato finanziato dal progetto Jessica»