Iscriviti OnLine
 

Pescara, 12/04/2026
Visitatore n. 753.050



Data: 24/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il no della Cgil al decreto. Sciopero generale il 6 settembre

John Elkann: «In questo momento serve unità, non cortei»

ROMA - Anche la Cgil brucia le tappe. L'agosto del 2011 sarà ricordato non solo per la doppia finanziaria da 45 miliardi di euro varata dal governo ma anche per la rapidissima replica del sindacato guidato da Susanna Camusso: sciopero generale di 8 ore il 6 settembre. A memoria d'uomo non si ricorda uno sciopero generale indetto a pochi giorni dal Ferragosto. Ma il 2011 è un anno speciale. E ancora più speciale, evidentemente, sarà l'autunno.
L'obiettivo dello sciopero è evidente: far cambiare la manovra mentre il Parlamento la esamina e far capire al governo l'aria che tira nelle fabbriche e negli uffici. Ma sulla Cgil piovono anche pesanti critiche. «Dal mio punto di vista è un'iniziativa ingiustificabile, ma rispetto la volontà di una grande organizzazione. Tuttavia noto che nel contesto che viviamo lo sciopero è straordinariamente contraddittorio con l'esigenza di sostenere la crescita, la produzione e l'occupazione. La conflittualità appartiene al tempo in cui si produce ricchezza», commenta il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Mentre per il leader della Uil, Luigi Angeletti: «Lo sciopero non produrrà alcun effetto se non di far perdere un po' di soldi ai lavoratori». Contrario anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che parla di una «situazione stucchevole». Sulla stessa linea anche l'Ugl. Un altro «no» arriva dal presidente della Fiat, John Elkann, che replica: «Non credo che ci dobbiamo unire a loro. Credo che questo sia un momento in cui dobbiamo essere tutti uniti e risolvere seriamente quello che c'è da risolvere: guardare la realtà, affrontarla e soprattutto trovare soluzioni concrete. Questo è quello che dobbiamo fare ed è quel che si sta facendo».
Ma la Cgil va avanti secondo il suo passo. Ieri Susanna Camusso ha riunito i segretari generali di tutte le categorie e delle Camere del Lavoro sul territorio, poi la segreteria confederale che ha proclamato 8 ore di sciopero generale, con manifestazioni territoriali, sulla base del mandato già avuto a luglio, senza quindi attendere la riunione del direttivo che era prevista per fine mese.
Un'accelerazione necessaria per scendere in piazza presto, ai primi di settembre, quando in Senato sarà ancora aperta la discussione sulla manovra. «Una risposta rapida e giusta, che è solo l'inizio di una mobilitazione straordinaria che deve andare avanti», è il sostegno che arriva dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. La Fiom sottolineando che il sindacato di Corso Italia è compatto sulla decisione dello sciopero; ma anche che al prossimo direttivo sarà opportuno aprire un confronto interno sul rapporto con Cisl, Uil e Confindustria, con cui sono oggi «evidenti le esplicite differenze».
La Cgil ha già espresso una «bocciatura completa» della manovra. Ma oggi il segretario generale ne parlerà ancora nel corso di una manifestazione davanti al Senato presentando controproposte e illustrando i dettagli delle modalità dello sciopero.
Dal fronte politico, arrivano reazione opposte. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, è fra i critici più duri: «La Cgil - dice - ha ancora una volta dato una prova straordinaria di irresponsabilià. Se qualcuno può pensare di dare una risposta positiva a problemi che sono addirittura di carattere internazionale a colpi di sciopero generale, è evidente che ha scelto la linea del tanto peggio tanto meglio».
Al contrario, secondo il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: «Invece di pretendere che la Cgil non proclami lo sciopero, la politica deve adoperasi affinché le ragioni della protesta vengano risolte a monte. Queste derivano dall'atteggiamento criminale dell'attuale governo che vuole eliminare i diritti dei lavoratori e quelli relativi alla contrattazione tra le parti».
«La scelta della Cgil di proclamare lo sciopero generale rientra tra le opzioni possibili per un sindacato - sottolinea Francesco Boccia del Pd - non sta a noi giudicarne positivamente o negativamente le ragioni e questo perché quando parliamo di autonomia del sindacato dalla politica e dei partiti dal sindacato intendiamo dimostrare che non c'è alcun condizionamento nelle scelte. E questa scelta della Cgil è la dimostrazione più evidente».
«E' giusta e sacrosanta la decisione da parte della Cgil di proclamare lo sciopero generale per il 6 settembre contro le politiche inique e classiste del governo - chiosa Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista - Daremo il in nostro pieno appoggio e sostegno a questo importante appuntamento di lotta».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it