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Data: 24/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Manovra al via in Senato «Fare presto e saldi invariati»

I paletti del governo. Frondisti da Alfano: arginare i leghisti

ROMA - La manovra muove i primi passi in Senato, dove è stato fissato per lunedì prossimo il termine di presentazione degli emendamenti, mentre non si allentano le tensioni nella maggioranza. Il segretario del Pdl Angelino Alfano, insieme ai coordinatori Denis Verdini e Ignazio La Russa e al ministro Paolo Romani, ha incontrato (per la terza volta in 24 ore) uno dei leader dei frondisti, Guido Crosetto. «Sono soddisfatto» ha riferito al termine il sottosegretario alla Difesa, «ma il Pdl, adesso, deve trovare una sintesi e deve confrontarsi con la Lega». Ha rimandato al vertice che avrà luogo stasera a palazzo Madama (gli invitati potrebbero essere più di 100, tra deputati e senatori Pdl, senza Silvio Berlusconi però che resta a Milano) il riesame di tutti i temi caldi sul tappeto. E prima, in mattinata, è previsto un incontro tra sperato tra gli stessi frondisti e i parlamentari che fanno capo a Claudio Scajola, per cercare di portare una piattaforma condivisa di richieste sulla manovra al vertice serale.
L'appello di Paolo Bonaiuti, fatto a nome del governo, è di abbassare le tensioni: «C'è molta carne al fuoco, ora la parola spetta al Parlamento. Bisogna rispettare i tempi di approvazione della manovra e i saldi globali non vanno toccati». Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, è intervenuto, recandosi in visita alla commissione Bilancio. Ha chiesto un confronto tra i due schieramenti. «Si guardi ai contenuti delle proposte di modifica - ha detto - astraendosi dalle firme delle parti politiche di provenienza per dare il massimo del contributo di professionalità e serenità in vista di un confronto che auguro costruttivo e ampio». Un auspicio per rasserenare il clima dopo i venti di guerra annunciati dalla Padania: «La Lega detta le condizioni». Proprio contro «l'assurdo veto della Lega» si è espresso il sindaco di Roma Alemanno, che ha chiesto però il confronto con gli enti locali.
L'obiettivo della maggioranza è arrivare a una lettura unica, presentando emendamenti alla manovra soltanto al Senato, poi lettura rapida alla Camera per la definitiva approvazione. A Palazzo Madama sono iniziati i lavori della commissione Affari Costituzionali che, all'unanimità, ha detto sì ai requisiti costituzionali di necessità e urgenza della manovra, mentre è stato approvato a maggioranza il parere sulla sussistenza dei presupposti costituzionali dell'articolo 8, relativo alla contrattazione collettiva territoriale. Tour de force anche alla commissione Bilancio del presidente Antonio Azzollini: terrà altre due sedute prima che la legge di Bilancio approdi in Aula, il prossimo 5 settembre.



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