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Data: 24/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Mascia: meglio l'Ici dei tagli. Il sindaco di Pescara attacca la manovra. Mobilitazione a difesa dei borghi sotto mille abitanti

Consigli provinciali straordinari per i piccoli comuni

PESCARA. È mobilitazione contro la chiusura per decreto di 105 comuni abruzzesi su 305. Sono i comuni sotto i mille abitanti per i quali il governo prevedere l'elezione del solo sindaco, senza consiglio comunale e assessori, e una forma di governo comprensoriale tutto da definire. Per il 3 settembre l'Anci regionale sta organizzando una manifestazione all'aeroporto di Pescara.
«In Abruzzo», spiega il presidente di Anci regionale Antonio Centi, «la maggior parte dei comuni sopracitati sono all'interno dei parchi nazionali e in caso di soppressione verrebbe a mancare l'attrattività turistica delegata a creare economia. I parchi, di fatto, verrebbero privati della loro energia essenziale e decisiva. Più in generale, posso citare l'esempio del club dei Borghi più belli d'Italia, una chicca del turismo internazionale. Ebbene più del 90% di questi comuni è sotto i mille abitanti. Comuni che, dati alla mano, nel 2009 hanno prodotto complessivamente un fatturato economico nei loro territori pari a circa un miliardo di euro».
Si schiera sulle stesse posizione la Cia, Confederazione italiana agricoltori: «Abolire tutti i comuni al di sotto dei mille abitanti potrebbe voler dire perdere l'identità e la riconducibilità di numerosi prodotti di eccellenza dell'enogastronomia italiana».
Mobilitazione anche nei quattro consigli provinciali abruzzesi. I capigruppo del Pd annunciano la richiesta di una seduta straordinaria dei consigli provinciali: «La chiusura per decreto dei piccoli comuni segnerà l'ingloriosa fine di storia, cultura e tradizioni soprattutto nelle zone interne ed accentuerà lo spopolamento e l'abbandono del territorio; non si può riorganizzare la filiera istituzionale a pezzi perché è necessario farlo complessivamente, equilibrando i luoghi decisionali e di governo, ridando potere di scelta vera ai cittadini ad ogni livello affinchè torni un legame diretto tra gli eletti ed il territorio». Così i capigruppo Camillo D'Amico (Chieti), Antonello Linari (Pescara), Enio Mastrangioli (L'Aquila) ed Ernino D'Agostino (Teramo). «I risparmi previsti nella manovra», aggiungono gli esponenti Pd «sono abbastanza incerti ed aleatori, l'efficacia tutta da dimostrare. E' necessario certamente ridurre i costi della politica e migliorare il funzionamento delle istituzioni, come giustamente chiedono i cittadini, ma è opportuno farlo riducendo costi e privilegi laddove sono noti ed evidenti anche ridefinendo ruoli e competenze tra i vari livelli istituzionali».
In una posizione intermedia il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia che indica il provvedimento sui piccoli comuni «la meno censurabile tra le scelte del Governo, ma certo è che queste modifiche non vanno fatte dall'oggi al domani senza essere bene a conoscenza delle ripercussioni che cambiamenti così radicali generano». Mascia attacca però i tagli agli enti locali: «E' necessario che il Governo riveda la sua posizione, con questa ennesima tagliola gli enti locali sono messi in condizioni di estrema difficoltà e se le cifre venissero confermate difficilmente riuscirebbero a soddisfare le aspettative della gente e non parlo di quelle secondarie, ma di quelle primarie, come nel campo del sociale». «Il concetto che da diverso tempo passa», spiega ancora Mascia, «sembra quello di voler utilizzare gli enti locali come terminali per riscuotere i maggiori tributi o il front-office della insoddisfazione della gente. E' un modo di vedere le cose che non va bene». Per questo il sindaco di Pescara auspica una revisione della manovra: «E' necessaria una rimodulazione, si tagli altrove ma non sugli enti locali, oppure si abbia il coraggio di tornare indietro, reintroducendo l'Ici, è da lì che sono partiti gran parte degli attuali problemi».

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