AVEZZANO. I pendolari marsicani della linea Roma-Pescara tornano di nuovo a protestare per chiedere lo spostamento del capolinea dalla stazione Tiburtina a Termini e che, con il nuovo orario, almeno un'altra coppia di treni venga dirottata da Tiburtina a Termini.
«Nessun interlocutore interpellato dal comitato pendolari ritiene doveroso dare risposte in merito all'evoluzione dei lavori alta-velocità Roma-Napoli» scrivono i viaggiatori in un documento «arrivati alle porte del prossimo assestamento degli orari, previsto per la metà di dicembre, nessuno sa se estenderanno ad altri treni (che sarebbero preziosi per i pendolari) il ritorno a Termini». I clienti abituali delle Ferrovie puntano il dito contro la classe politica regionale che promise, in campagna elettorale, interventi decisivisi per azzerare i tanti problemi e disagi di chi viaggia in treno. Promesse poi dimenticate. «Sarebbe stato un ottimo programma politico consentire che un mezzo di trasporto come il treno, non inquinante e sicuro, fosse stato potenziato e reso fruibile con facilità» bacchetta il comitato «questo avrebbe orientato le persone a farne uso scegliendo di mantere vivo il proprio territorio senza gravare e congestionare la città di Roma che per molti è diventata oltre che sede di lavoro anche una scelta forzata di vita». Il comitato si augura che la politica faccia i suoi passi: «Il potere va utilizzato come strumento di soluzione dei problemi dei cittadini» si legge nel documento che termina con una richiesta: «Chiediamo che almeno un altro treno della mattina (con partenza da Sulmona e arrivo a Roma alle 8.30) e quello per il ritorno con partenza da Roma delle 14.03 vengano riportati a Termini».