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Pescara, 12/04/2026
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Data: 25/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Camusso difende lo sciopero. Il segretario della Cgil attacca Cisl e Uil e presenta la sua contromanovra «Il 6 settembre cento manifestazioni in cento piazze»

ROMA. Da piazza Navona, a due passi da palazzo Madama, Susanna Camusso presenta la contromanovra della Cgil, promuove lo sciopero del 6 settembre («porteremo in 100 piazze d'Italia con 100 manifestazioni territoriali la protesta per cambiare la manovra economica») e attacca tutti. Non solo il governo, obiettivo scontato per aver «determinato il commissariamento del Paese da parte di Francia e Germania».
Il segretario del sindacato prende di punta il presidente della Fiat John Elkann che aveva richiamato all'unità e non alla divisione: «Cominci lui a dichiarare illegittimo l'articolo 8 sulla libertà di licenziamento. E magari cominci a dare risposte sul progetto della Fiat in Italia». Stuzzica i colleghi di Cisl e Uil, definendoli «affascinati dal governo» e accusandoli di sbagliare profondamente nel non appoggiare la Cgil nella scelta dello sciopero. Affonda sul ministro Sacconi e su tutti coloro che hanno giudicato irresponsabile la manifestazione del 6 settembre: «Irresponsabili sono loro - dice Camusso - che per tre anni ci hanno detto che la crisi non c'è. Se alcuni interventi fossero stati fatti allora oggi non saremmo in questa situazione». E' una Susanna Camusso battagliera, dunque, ma anche sotto attacco. Raffele Bonanni della Cisl la ritiene succube delle pressioni della Fiom a cui ha dovuto cedere per coprire i problemi interni. «La parola d'ordine - ha detto - è stata più forte del senso di responsabilità verso i lavoratori», mentre Luigi Angeletti della Uil ha liquidato in fretta le esternazioni della Camusso: «Battute fuori luogo, non commento». Più duro Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl: «Alle offese non rispondo. Contenuti e stile che a noi sono sempre stati propri sono venuti a mancare alla Cgil». Per Bobo Craxi lo sciopero deve essere «l'extrema ratio. La Camusso ci ripensi». Una battuta dal meeting di Rimini arriva anche da Marchionne, ad di Fiat: «L'articolo 8? Se è anticostituzionale verrà tolto. Per il resto la Fiat fa auto».
Ma Susanna Camusso ieri da piazza Navona non ha mostrato segni di ripensamento, smontando la manovra del governo ritenuta iniqua e dannosa per lo sviluppo del Paese e presentando una controproposta. La Cgil chiede un'imposta ordinaria sulle grandi ricchezze sul modello francese (oltre gli 800 mila euro), un'imposta straordinaria sui grandi immobili dal valore superiore agli 800 mila euro, un contributo straordinario di solidarietà su tutti i redditi in ragione della capacità contributiva, l'aumento della tassa di successione, una sovrattassa straordinaria del 15% sui capitali già sanati dallo scudo ma non ancora rientrati. E poi ancora suggerisce un fondo per l'innovazione e l'occupazione, un piano energetico e politiche di green economy, investimenti sulla ricerca e la riduzione del prelievo sui redditi da lavoro e da pensione.

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