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Pescara, 12/04/2026
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Data: 25/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sciopero, bufera sulla Cgil. Casini: grande errore politico. Anche Bersani frena: partiti autonomi dai sindacati

Camusso al presidio davanti al Senato: esecutivo irresponsabile, non noi

ROMA Freddo il Pd che fa fatica a nascondere la propria irritazione. Durissima l'Udc, con le parole che Pier Ferdinando Casini affida a Facebook: «Un errore politico e un regalo a Fiom e a quanti nella maggioranza lavorano contro l'unità sindacale». Glaciali Cisl e Uil che neanche replicano a una pesante battuta («subiscono il fascino del governo») del segretario Susanna Camusso.
Insomma le reazioni allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre battono tutte sullo stesso tasto: così la Confederazione torna sulla strada dell'isolamento dalla quale pure era sembrata uscire siglando lo scorso 28 giugno l'accordo sulle nuove regole della contrattazione.
Accordo che resta l'orizzonte strategico per il Pd. Lo ha ricordato ieri mattina il segretario Pier Luigi Bersani alle parti sociali con le quali il Pd aveva organizzato un incontro per presentare nel dettaglio la propria contromanovra. «I partiti sono indipendenti dai sindacati ma in un momento così difficile la nostra preoccupazione è che non si disperda la convergenza raggiunta tra le forze sociali con l'accordo del 28 giugno», ha sottolineato un Bersani che in tutt'evidenza non ha digerito il lancio dello sciopero generale nel bel mezzo dell'offensiva condotta dal Pd contro il decreto di Ferragosto.
E Camusso? Il segretario della Cgil ha affidato la sua replica più che alle parole all'abbigliamento presentandosi ad un presidio Cgil davanti al Senato con un cappellino alla Cipputi, il mitico operaio del disegnatore Altan, un po' per proteggersi dal sole un po' per sottolineare la combattività dell'organizzazione.
Camusso inoltre non ha rinunciato ad incrociare le lame con il ministro del Lavoro Sacconi che ieri aveva accusato la Cgil di irresponsabilità. «Va denunciato lo spettacolo patetico di chi per tre anni ha negato la crisi - ha attaccato il segretario Cgil - Così come sono state avvilenti le mosse del governo che fino ad agosto mentre non ascoltava le parti sociali ha cercato di convincerci che non c'erano problemi. E allora lascio ad altri giudicare chi è irresponsabile in questo Paese».
Non meno puntuta la polemica verso il presidente della Fiat John Elkann anch'egli critico sullo sciopero Cgil. «Ad Elkann - ha scandito la Camusso - chiediamo un gesto nobile, ovvero la richiesta al Parlamento della cancellazione della norma sul lavoro fissata dall'articolo 8 che a nostro giudizio è retroattiva e anticostituzionale». Quanto alla volontà del presidente della Fiat deciso a non voler partecipare allo sciopero del 6 settembre, il numero uno della Cgil ha scelto l'ironia: «Sarebbe una stranezza se venisse ai nostri cortei».
Intanto anche i sindacati di base hanno proclamato lo sciopero per il 6 settembre quando incroceranno le braccia anche gli aderenti a Usb, Slaicobas, Orsa, Cib-Unicobas, Snater, Sicobas e Usi. Questo significa in sostanza che il 6 settembre il fronte dei disagi si allargherà nel settore dei trasporti ferroviari e delle scuole dove queste organizzazioni vantano un peso. I Cobas però hanno adottato una piattaforma diversa da quella della Cgil e quindi con ogni probabilità daranno vita a manifestazioni diverse.
Da registrare infine la presa di posizione di Antonio Di Pietro. «L'attacco all'articolo 18 con la manovra finanziaria c'entra come il cavolo a merenda - ha detto il leader Idv ai microfoni di Radio Montecarlo - E' chiaro che tra poco non solo io ma tutto il popolo italiano finirà per scendere in piazza».



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