Linea rovente. Proteste dei passeggeri per i sedili occupati dai venditori ambulanti extracomunitari con i loro banchettii
Quel numero, se lo conosci, lo eviti. E se non puoi evitarlo, ci vuole una buona dose di sopportazione. È il 38 la linea «rovente» dei trasporti pubblici locali, l'asse nord sud della Gtm, il bus dove tutto è possibile e a volte anche qualcosa di più del possibile. Di sera ogni corsa pare godere dell'extraterritorialità, di giorno uno spaccato di varia umanità si appropria degli spazi dei vecchi e dei nuovi mezzi a gas, con uso e abuso della superficie e die posti a disposizione dei viaggiatori. Ieri, a metà mattinata, un autobus è stato invaso non solo dai passeggeri ma anche da mercanzia e chincaglieria varia, che ambulanti extracomunitari hanno comodamente sistemato sulle poltroncine, sottraendole così a chi voleva sedersi. Qualcuno ha brontolato a bassa voce, qualcun altro è andato oltre lasciandosi andare a commenti anche fuori le righe, un passeggero anziano ha rotto gli indugi e si è rivolto al controllore, affinché intervenisse. Il povero dipendente della Gtm si è armato di santa pazienza e ha rivolto l'invito a sgomberare i sedili dai banchetti contenenti gli oggetti da vendere. Ha predicato al vento. L'unica che gli ha risposto è stata un'africana, ma non nel tenore che l'uomo si aspettava: è stato letteralmente investito di parole che si traducevano in un rifiuto scocciato e stizzito. Il controllore ha guardato il passeggero che reclamava e poco ci mancava che allargasse le braccia per manifestare la sua impotenza di fronte alle prevaricazioni e all'inciviltà nei comportamenti. La linea 38 è da parecchio tempo sotto osservazione, per l'ingestibilità del traffico di utenti, molto spesso extracomunitari. Ne sanno qualcosa gli autisti, soprattutto quelli dei turni serali, che hanno più volte sollecitato l'azienda a investire sulla sicurezza a bordo e sui controlli. La Gtm dovrebbe magari diffondere i dati sulla redditività della linea stessa, considerando che in determinate fasce orarie pagare il biglietto è cosa di pochi, o pochissimi, visto che è pressoché impossibile perseguire amministrativamente chi può trincerarsi dietro nomi e origini di comodo e che la Polizia ha ben altro da fare che supportare i controllori. Quando va bene sul 38 la maleducazione viaggia sempre. E gratis.