Alta tensione su Carroccio e Tremonti, il segretario azzurro cerca una mediazione. Calderoli apre a ritocchi solo sulla reversibilità. Incontro con Alfano
ROMA - Tra Lega e Pdl restano le distanze sulle possibili modifiche alla manovra. «La quadra non c'è ancora, ma si tratta a oltranza», ha commentato una fonte al termine del faccia a faccia, tra Angelino Alfano, segretario Pdl, ed il ministro leghista, Roberto Calderoli, che ha avuto luogo ieri sera in via dell'Umiltà. Compito di Alfano è presentare, entro domenica, vigilia del vertice tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, una proposta unitaria.
Malgrado gli spiragli della Lega sulle pensioni lasciati intendere da Calderoli, ovvero rivedere quelle di «chi non ha mai lavorato» come le pensioni di reversibilità senza toccare il sistema previdenziale, i rapporti tra gli alleati di governo restano in tensione, tra timide aperture e provocazioni esplicite, come l'ultima della Padania che oggi scrive: «È arrivato il momento di tassare le rimesse all'estero degli immigrati che evadono le tasse. Prima di togliere le pensioni a chi ha lavorato una vita». La Lega cerca di tenere il punto proponendo una «tassa sull'evasione», ma il Pdl punta a tutt'altro. Dall'abolizione delle Province all'aumento di un punto per l'Iva al 20%, dicendo no a qualsiasi ipotesi di patrimoniale. Quanto alla supertassa, l'obiettivo azzurro è rimodularla alzando la soglia per i redditi da 200mila euro (con prelievo del 5%). Fabrizio Cicchitto tende ad allentare gli attriti: per una «manovra economica così importante» chiede una gestione «collegiale dei partiti e dei gruppi di maggioranza» anche con l'opposizione, cui dà atto di chiedere anche modifiche ragionevoli.
Dal palco del Meeting di Rimini, Calderoli ha fatto una nuova proposta, che più tardi è andato ad illustrare ad Alfano: una tassa sull'evasione fiscale, appunto, in alternativa al contributo di solidarietà. Ipotesi bocciata però da Guido Crosetto, leader dei frondisti del Pdl: così si va a picco, tuona, attaccando anche Giulio Tremonti: «Tra 12-18 mesi, quando con un prodotto interno lordo ridotto di 3 o 5 punti, vedrò le stesse persone che oggi rifiutano ogni dialogo sostenere che è necessaria un'altra manovra correttiva, chiederò personalmente conto a lui e Tremonti». Crosetto, a nome dei frondisti ha presentato ad Alfano un emendamento che prevede che tutti i ministeri, entro 2 mesi, debbano presentare alla presidenza del Consiglio un piano per riaccorpare le strutture in modo da ridurle, entro pochi anni, del 25 per cento di personale. Inoltre verrebbe previsto «l'obbligo di tutti gli enti locali di ristrutturarsi per raggiungere, qualora la superino, la media di personale per abitante, calcolata su base nazionale». Le due norme insieme, assicurano i frondisti, potrebbero ridurre il peso della Pubblica amministrazione del 25-30%.
Le proposte di Calderoli hanno suscitato svariati commenti e interrogativi. La tassa sull'evasione, sulla cui stesura è impegnato un gruppo di lavoro leghista, verrebbe formulata a grandi linee così: «Lo strumento - ha spiegato lo stesso ministro - è la patrimoniale, ma l'oggetto a cui si riferisce è solo il patrimonio su cui non sono state pagate le tasse sotto altre forme. Non è una doppia imposizione, si tratta solo di usare il patrimonio come strumento di calcolo». Insomma, si prevede «una detrazione per le imposte già pagate, con Irpef, Ires o altro. Chi ha già pagato il contributo sul patrimonio non paga niente, chi invece ha pagato la tassa sul possesso, paga le tasse. Se Tizio ha intestato a Caio, in maniera di comodo, questa volta qualcuno le tasse le paga». Ma Calderoli ha creato polemiche ancora più forti quando ha parlato di rivedere le pensioni «di chi non ha mai lavorato», come le pensioni di reversibilità. A suo giudizio, vanno rivisti anche gli accompagnamenti «che attualmente vengono dati indistintamente a tutti, senza limiti legati al reddito». Molte le critiche. Per Orlando, Idv, «Calderoli chieda scusa ai disabili e alle vedove». Francesco Storace, La Destra: il ministro si scusi con i disabili. Secondo la federazione per il superamento dell'handicap, «pur di non cedere, la Lega se la prende con le vedove ed i disabili». Massimo Corsaro, vice-presidente deputati Pdl: sulle pensioni «la Lega lancia un messaggio scorretto».
Intanto si è chiuso, in Senato, il primo round dei lavori sulla manovra. A Palazzo Madama circolano indiscrezioni sul fatto che prima del passaggio in Aula, il governo trasformi tutto in un maxi-emendamento, anche per contenere la massa di proposte elaborate dai vari gruppi. Si rinvia tutto alla prossima settimana, quando si entrerà nel vivo. Entro lunedì sera alle 20 è prevista la scadenza per gli emendamenti. Da martedì fino a giovedì le sedute saranno continue.