ROMA. Sul fronte pensioni, nella manovra si presenta una novità per le donne ma solo in termini di tempistica: il progressivo aumento dell'età pensionabile da 60 a 65 anni non andrà più dal 2020 al 2032, come previsto nella manovra di luglio, ma dal 2016 al 2028. È prevista poi una misura sul tfr per i dipendenti del pubblico impiego: sarà dato con un ritardo di 6 mesi per le pensioni di vecchiaia e di 24 mesi per quelle di anzianità. Infine c'è la norma sul comparto scuola che prevede la possibilità di andare in pensione solo nell'anno scolastico successivo a quello in cui si maturano i requisiti. Ma sulle pensioni è tutto un fiorire di proposte.
La Lega non vuole che si intervenga ancora sulla materia. Il ministro Calderoli ha chiesto però di guardare alle «pensioni di chi non ha mai lavorato», mettendo mano alle «reversibilità eccessivamente alte» e alle «indennità di accompagnamento». Il Pdl sarebbe favorevole ad una stretta sulle anzianità e a una ulteriore anticipazione del processo di innalzamento dell'età per le donne. Il Pd si oppone a qualsiasi intervento che abbia il solo obiettivo di fare cassa. Italia Futura, come Confindustria, vuole superare le anzianità e la minore età pensionabile per le donne. I sindacati sono contrari a un ulteriore intervento.