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Pescara, 12/04/2026
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27/08/2011
Il Messaggero
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Manovra, asse Alfano-Maroni. Iva più alta e via la supertassa. Tremonti isolato, alta tensione con i vertici del partito |
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ROMA - La Lega apre a modifiche sulla manovra - a cominciare dall'innalzamento dell'Iva - e Giulio Tremonti si consola con i ciellini di Formigoni e Lupi, parlando oggi al Meeting di Rimini dei rischi fatali dell'Europa alle prese con i videogame di una crisi che non riesce a controllare. Il ministro dell'Economia vola alto, mentre a Roma il collega Maroni, il segretario Alfano e il sottosegretario Letta, smontano e rimontano la manovra rassicurando ora i piccoli Comuni, ora i contribuenti che già pagano le tasse e che dovrebbero pagarne di nuove, ora i ministri alle prese con ulteriori tagli. Se Renzo Bossi conferma la telefonata di ieri l'altro tra il padre e il Cavaliere (proprio a smentire cattivi rapporti tra i due), il titolare di via XX Settembre si irrita a leggere di presunti scontri con Berlusconi e continua ad elevare barricate su un possibile aumento di un punto o un punto e mezzo d'Iva. Ma l'intesa tra Alfano, Maroni e Calderoli - siglata ieri sera alla Berghem Fest - spiana la strada al vertice di lunedì sera tra Cavaliere e Senatùr e non promette nulla di buono per la linea del superministro. «La versione definitiva della manovra verrà scritta lunedì da Bossi e Berlusconi», ha spiegato ieri mattina il ministro dell'Interno che non ha neppure citato il titolare di via XX Settembre. Tremonti - ovviamente - parteciperà al summit serale, ma per dirla con uno dei frondisti, «è finito per lui il tempo del prendere o lasciare e se minaccia di dimettersi nessuno si dispera». Ieri pomeriggio Tremonti ha compreso che il vento stava cambiando e che l'infortunio di Bossi non stava aiutando la linea del «prendere o lasciare». Il silenzio di Calderoli alla riunione con Alfano e l'incontro tra Maroni e una delegazione dell'Anci, sono stati la conferma di come il Carroccio non sia più Tremonti-dipendente e che con l'espressione «il Parlamento è sovrano» di inizio settimana, Berlusconi aveva dato il via libera alla pattuglia dei guastatori. Obiettivo, smontare nella manovra quel contributo di solidarietà che il Cavaliere vede come fumo negli occhi e che potrebbe essere applicato a redditi stellari, se non abolito del tutto. E se il Carroccio fa muro sulle pensioni d'anzianità ma è possibilista su quelle di reversibilità, poco importa. C'è sempre l'Iva da poter aumentare anticipando un provvedimento che con ogni probabilità sarebbe stato assunto al momento della delega fiscale. In attesa di sapere se la riunione di lunedì sera si terrà a casa di Berlusconi o a casa del convalescente Bossi, Tremonti continua però ad avere più di una perplessità sull'aumento dell'Iva in questo momento, ma nel partito la richiesta è fortissima. Al punto che il capogruppo Cicchitto ieri mattina l'ha inserita con forza nell'elenco delle priorità del Pdl. «Con Alfano è stato inaugurato un nuovo corso, ora viene assicurata una forte presenza identitaria del partito». L'affermazione del vicecapogruppo del Pdl Corsaro risveglia l'orgoglio del partito di maggioranza, ma ovviamente irrita ancor più il ministro che fatica a riconoscere ad Alfano - che lunedì parteciperà al vertice- un ruolo politico di guida del Pdl. In via dell'Umiltà invece si brinda all'attivismo di Alfano e all'intesa trovata con Maroni e lunedì pomeriggio il segretario del Pdl potrebbe aprirsi anche al Terzo Polo che illustrerà, con Casini, Rutelli, Bocchino e Lombardo i contenuti della propria contromanovra.D'altra parte se Tremonti sostiene di aver parlato «solo due minuti» ieri l'altro con Berlusconi, se ne deduce che tra i due i rapporti restino tesi. Mentre è una certezza la montante insofferenza nei confronti del ministro dei gruppi parlamentari di Lega e Pdl che hanno da subito interpretato la manovra varata con decreto nell'ultimo consiglio dei ministri, come una pietra tombale sul futuro del centrodestra. Sistemare in un apposito ddl il pacchetto di tagli di province, comuni e parlamentari, deciso ieri pomeriggio dal triumvirato Alfano, Maroni e Calderoli, significa sfilare dal confronto sulla manovra anche un altro argomento che vede contrapposti Pdl e Lega e che potrebbe diventare invece argomento di un confronto più ampio con le opposizioni. Chiuso ad Arcore e costantemente informato da Angelino Alfano sulle trattative con Maroni e Calderoli, da Osvaldo Napoli sull'umore degli amministratori locali e da Gianni Letta sulle ansie dei ministri alle prese con i bilanci dei propri ministeri, Berlusconi si prepara a tirare un sospiro di sollievo. Soddisfatto perché, sostiene, «sono riuscito a non violare il patto con i miei elettori».
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