ROMA. Un premio a chi rinvia il pensionamento. È l'ipotesi che sta prendendo quota nella difficile partita della riforma previdenziale, all'interno della maggioranza di governo. L'incentivo, che vale una quota aggiuntiva allo stipendio, scatterebbe su base volontaria per chi sceglie di restare a lavoro pur avendo i requisiti d'anzianità o di vecchiaia. E potrebbe fare il paio con una riedizione dello "scalone" per innalzare l'età pensionabile.
Superbonus. Bossi è contrario ma nella Lega c'è anche Roberto Maroni, "padre" dell'omonima riforma previdenziale che nel 2004 aveva stabilito il superbonus e il salto da 57 a 60 anni per l'accesso alla pensione. All'epoca furono circa 80mila a scegliere di restare a lavoro, assicurandosi in busta paga la contribuzione previdenziale esentasse, pari al 33% dello stipendio.
Il beneficio accantonato a fine 2007 dal governo Prodi potrebbe trovare spazio in un emendamento alla manovra anticrisi. L'incentivo sarebbe ricavato da una fetta della contribuzione a carico dell'azienda, ma non avrebbe le proporzioni del precedente bonus.
Scalone e scalini. La riforma Damiano del 2007 ha diluito in tre scalini la soglia fissata da Maroni per poi fissare a regime, dal 2013, il requisito minimo di quota 97 (61 anni e 36 di contributi o 62 più 35) per i lavoratori dipendenti e 98 per gli autonomi. Sul tavolo c'è l'anticipo dal 2013 al 2012 che nel giro di qualche anno farebbe risparmiare almeno un miliardo di euro. Un'ipotesi prevede anche che la quota salga di uno ogni anno fino a raggiungere nel 2015 quota 100, quando servirebbero 65 anni per la pensione di vecchiaia o 40 di contributi per quella di anzianità.
Donne. Per le donne del settore privato resta l'ipotesi di anticipo dal 2016 al 2012 del percorso di aumento dell'età pensionabile, per completare il percorso nel 2028 quando servirebbero 65 anni e 3 mesi, oltre agli aumenti derivanti dall'aumento della speranza di vita. Nella trattativa Calderoli punta sulle pensioni di reversibilità «eccessivamente alte» e alle indennità di accompagnamento. Ma sul tema c'è una levata di scudi. Non piace nelle fila della maggioranza e soprattutto al Pd che la bollano come «indecente».