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Data: 27/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Viminale con i sindaci «Azzerare i tagli alle città» Alemanno: fondi bloccati dal Tesoro. Polverini: sì a un ultimo condono

ROMA - Il ministro Maroni scende in campo con i sindaci. Con l'affermazione di puntare a «una sostanziosa riduzione dei tagli negli enti locali» e ad «un azzeramento nei Comuni» accoglie le istanze arrivate dai primi cittadini leghisti, e non soltanto quelli. Ma soprattutto riporta la trattative tra Pdl e Lega sulle modifiche alla manovra su un binario di collaborazione tra gli alleati, allontanando molte tensioni che avevano segnato gli ultimi giorni. La quadra deve essere ancora trovata, ma il negoziato è riavviato. Anche se la parola finale toccherà, comunque, a Umberto Bossi e Silvio Berlusconi che lunedì terranno un vertice ad Arcore.
Tuttavia sulle pensioni la Lega non cede. Dal palco della Berghem Fest Maroni ha ribadito che il capitolo sulla previdenza «è chiuso così com'è scritto». Risposta immediata di Alfano: «Se la Lega non è d'accordo, il governo non può andare contro». Maroni ha sostenuto di essere contrario al taglio delle pensioni di anzianità «perché uno che ha iniziato a lavorare a 16 anni non può lavorare a 50 anni». E non è più riproponibile la riforma da lui firmata «perché con una manovra come questa, che ha come obiettivo il pareggio di bilancio nel 2013, riproporre quella riforma non avrebbe senso, perché avrebbe effetti dal 2014. Se ne facciano una ragione, Confindustria in testa».
Maroni però ha soddisfatto a pieno le richieste dei sindaci. Ha promesso che li rivedrà lunedì in un nuovo incontro in Prefettura a Milano, al termine della protesta dell'Anci. Se la Lega rivendica di essersi mossa per prima sulla strada dei tagli agli enti locali è stato Angelino Alfano, segretario Pdl, a illustrare le proposte del partito a Calderoli, al presidente Anci Osvaldo Napoli, al ministro Raffaele Fitto ma anche ai rappresentati di Upi e Regioni, del sindaco, Gianni Alemanno e della governatrice del Lazio, Renata Polverini. Quei tagli, ha promesso Alfano, saranno «drasticamente» ridotti. E sarà il segretario, entro domenica, a fare la «sintesi» che girerà a Berlusconi.
Sembra rinascere dunque un clima di rinnovata collaborazione e intesa tra Pdl e Lega, dopo che in mattinata, nel vertice in via dell'Umiltà, l'ex Guardasigilli ha messo sul tavolo le proposte del Pdl, «mettendosi in ascolto» per quanto riguarda le altre idee, arrivate da Calderoli e dagli amministratori. Sugli enti locali l'ipotesi è di stralciare dalla manovra la soppressione di alcune province e di accorpare i piccoli comuni. Alfano avrebbe dato assicurazioni all'Upi dello stracio dell'articolo 15. Su queste misure non ci dovrebbero essere sorprese, dal momento che non produrrebbero una variazione nei saldi della legge di bilancio. Osvaldo Napoli, presidente Anci, ha ribadito che «al di là dell'accordo con la Lega possiamo dire che andiamo verso il dimezzamento dei tagli agli enti locali». E Calderoli ha detto di aver reperito le risorse per tagliare insieme «ad Alfano e Berlusconi». Resta sul tavolo, anche la sua proposta di una tassa sull'evasione sulla quale nel Pdl molti restano perplessi. «Non l'ho capita bene» ha esclamata il ministro Frattini. Successivamente, c'è stato l'incontro al Viminale tra Maroni e gli enti locali, chiesto formalmente dall'Anci.
Ma nel Pdl ci sono ancora perplessità a trattare con la Lega. Il sindaco Alemanno ha rivendicato al Pdl il ruolo di primo partito nella coalizione, «3-4 volte maggiore della Lega, sta a lui individuare i contenuti». Ed ha aggiunto che i rapporti restano difficili, perchè «la Lega non smette di attaccare Roma». Alemanno ha puntato anche contro Giulio Tremonti: non sblocca 43 miliardi ai Comuni a causa delle rigide norme del Patto di stabilità. L'ipotesi di un nuovo condono non viene bocciata dalla governatrice Polverini: «Se servono risorse, facciamolo», ha detto, «ma poi la lotta all'evasione fiscale deve essere senza quartiere».

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