I pm presentano ricorso al Riesame contro la dichiarazione di prescrizione Lui si autosospende dal Pd ma nel partito cresce la rabbia: «Si dimetta»
MILANO. La Procura di Monza vuole Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, in carcere. E con lui anche il suo ex capo di gabinetto in Provincia, Giordano Vimercati. I pm Walter Mapelli e Franca Macchia hanno già depositato il ricorso al tribunale del Riesame contro la decisione del gip Anna Magelli, che ha ricalibrato le accuse da concussione a corruzione - riconoscendo i gravissimi indizi di colpevolezza - dichiarando però la prescrizione.
Penati, ex capo della segreteria del numero uno del Pd Pierluigi Bersani, ieri ha fatto sapere di essersi autosospeso dal partito. Da cui si sollevano voci discordanti di chi invoca la presunzione di innocenza, chi saluta l'opportunità di fare un passo indietro e anche di chi gli chiede le dimissioni come il presidente della Toscana Enrico Rossi:«Fa pena e rabbia leggere di Penati. Si è autosospeso dal partito, si è dimesso dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale e farebbe bene a dimettersi anche da consigliere. E poi farebbe meglio a stare zitto e rispondere solo nei tribunali».
Gli inquirenti chiedono per lui il carcere e il Tribunale del Riesame di Milano potrebbe non decidere in tempi brevi. L'ex sindaco si è comportato «come un delinquente matricolato», tentando fino all'ultimo di condizionare le indagini, chiedendo al costruttore Giuseppe Pasini «cosa hai detto e cosa ti hanno chiesto i magistrati di me», intervenendo ancora nel giugno scorso con i sindaci di Cinisello Balsamo e Segrate in favore dell'imprenditore Piero Di Caterina «temendone le rivelazioni».
Un inquinamento probatorio iniziato chissà quando se è vero che nell'aprile scorso (le prime perquisizioni sono avvenute tra fine giugno e fine luglio) Giordano Vimercati, ex braccio destro di Penati in Provincia, fa sapere in giro che qualcuno sta indagando: «Ci sono i telefoni sotto controllo». Il 28 aprile scorso, una ex collaboratrice di Vimercati viene sentita dai pm; non racconta nulla di utile e va via poco dopo. Sul cellulare di Penati, in serata, arriva un messaggio dal suo portavoce Franco Maggi. «No tel, no news, no problem» e per i magistrati è il primo indizio che l'apertura dell'indagine era nota agli indagati. La stessa ex segreteria racconta poi a un amico: "Giordano (Vimercati, ndr) mi ha detto che è un casino, tutti i telefoni sono intercettati tranne il mio».