Pd: indecente, una vergogna. Bindi: "Si sapeva che questo è un governo nemico delle donne"
Ultime dal fronte della manovra. In attesa delle vere misure, la prossima settimana in Senato, la sortita sulle pensioni di reversibilità del ministro Roberto Calderoli fa da parafulmine per il dibattito della giornata. Ieri, al meeting Cl di Rimini, Calderoli ha minacciato: "Toccheremo le pensioni di reversibilità". Ossia i vitalizi delle vedove, delle casalinghe, per fare cassa alla faccia del popolo leghista.
Come si scrive in questi casi, il "coro di no" è stato assordante. Soprattutto da parte degli esponenti Democratici, che la definiscono una proposta "vergognosa".
"Pur di non far pagare i grandi evasori fiscali condonati a prezzi stracciati, Pdl e Lega programmano di tagliare le pensioni in essere delle vedove. È indecente": così Stefano Fassina, responsabile economia del Partito Democratico. Mentre il presidente Rosy Bindi commenta: "Si sapeva che questo è un governo nemico delle donne (...) riducono anche i diritti universali delle persone disabili, malati gravi e gravissimi. Noi ci opporremo con grande fermezza a questa ennesima vergognosa ingiustizia, che renderebbe ancora più indigeribile la manovra". Il capogruppo Pd in Commissione lavoro, Cesare Damiano, ha parlato invece di "un attacco vergognoso a persone anziane, vedove e vedovi, che rappresentano l`anello debole della catena sociale. Alla faccia dell`equità e della difesa dei diritti dei lavoratori. Piuttosto - ha suggerito Damiano - si pensi alla tassazione dei grandi patrimoni, di quel dieci per cento di famiglie che detengono la metà della ricchezza del paese, e alle rendite speculative se si vuole andare nella direzione di una vera giustizia sociale".
Anche nella maggioranza si storce il naso. Giuliano Cazzola (Pdl) stigmatizza: "una maggioranza che esita ad estendere a tutti i redditi una misura, come il contributo di solidarietà, già in vigore per i pubblici dipendenti ed i pensionati, che si arrende davanti al tabù delle pensioni di anzianità , eviti almeno di coprirsi di ridicolo andando alla caccia delle pensioni di reversibilità erogate alle casalinghe rimaste vedove, dei trattamenti degli invalidi civili e dei titolari dell'assegno sociale".
Tagli agli enti locali: si tratta
'Penso che i nostri elettori siano d'accordo con le nostre posizioni di questi giorni. Su Comuni, Province e Regioni sono arrivati tagli dalla manovra 2010, da quella di luglio 2011 e da questa ultima. In totale sono stati tagliati qualcosa come un centinaio di miliardi. Allora c'è un limite di sostenibilità". Così il sindaco di Roma e presidente del consiglio nazionale dell'Anci, Gianni Alemanno, intervistato da SkyTg24 e ripreso in un lancio dell'Ansa. 'Forse oggi ai cittadini non è chiaro ciò che significa - ha spiegato Alemanno - ma quando si tratterà di chiudere asili nido, bloccare il trasporto pubblico locale, eliminare servizi sociali essenziali, si comprenderà allora qual è l'impatto di questa manovra. Questi non sono tagli alla politica - ha aggiunto il sindaco - sono tagli ai diritti dei cittadini, che i Comuni per primi vanno a erogare'.
Rispetto alle istanze di modifica del decreto Tremonti, il neo segretario del Pdl Angelino Alfano ha incontrato i rappresentanti degli enti locali. 'Ovviamente - ha commentato Alemanno - dobbiamo vedere i risultati, ma oggi è molto positivo che il Pdl sia in campo con il suo segretario per prendere il centro della trattativa". Anche il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato l'incontro rilevando che Alfano 'si è assunto a nome di tutti noi l'impegno di apportare correzioni significative'.
Non resta che convincere il ministro Tremonti. Indiscrezioni stampa vogliono che il titolare dell'Economia abbia stroncato praticamente tutti gli emendamenti al decreto elaborati dal Pdl. "Se Tremonti è contro il mondo, allora credo vinca il mondo contro Tremonti". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, ha commentato le indiscrezioni.
Forse ha ragione la senatrice Anna Finocchiaro (Pd): 'Ormai è palese che dentro la maggioranza, su ciascun punto, è in atto un conflitto aperto". 'Resta del tutto evidente - osserva Finocchiaro - che approvata la manovra questo governo se ne deve andare".