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Data: 28/08/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Penati e il business dei trasporti "Così cercava sponde con le giunte"

I pm: il 'sistema tangenti' è stato in piedi fino al 2010. "La vittoria alle recenti elezioni
amministrative è destinata ad ampliare ulteriormente il rischio di reiterazione del delitto"

È ancora operativo "il sistema Sesto", un giro di corruzione in grado di fatturare per l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e il suo braccio destro, Giordano Vimercati, oltre 10 milioni di euro. "Tangenti che sono andate avanti fino ai nostri giorni", secondo i pm Walter Mapelli e Franca Macchia. "Non solo nei ruggenti anni di fine secolo e all'inizio del nuovo millennio, ma anche, sia pure in misura minore, sino alle elezioni regionali 2010", scrivono gli inquirenti. Il gruppo dirigente del Pds metropolitano (Penati, Vimercati, Carrà) formalmente senza alcun titolo, non solo si tiene informato sugli sviluppi del progetto Falck, ma "ne influenza l'andamento riservato"

Altri sono ancora in sella, come Giancarlo Castelli, già collettore secondo l'accusa di fondi neri, e tuttora capo di gabinetto del sindaco di Sesto Giorgio Oldrini. Secondo i pm, Penati e il "direttorio finanziario del Pd" anche di recente avrebbe cercato di influire sul settore locale dei trasporti cercando una sponda con le attuali giunte comunali. "La vittoria alle recenti elezioni amministrative amplia il rischio di reiterazione del delitto", scrivono i pm nella richiesta al gip. Per disinnescare Piero Di Caterina, l'imprenditore dei trasporti prima "amico" e ora accusatore di Penati, Antonio Rugari (subentrato proprio a Vimercati nel ruolo di presidente del Consorzio Trasporti pubblici) chiede a giugno 2011 con un sms a Penati di intervenire sulla nuova giunta di Milano

"Ciao Filippo - scrive Rugari - considerata come è andata a Milano, credo che si possa tentare di risolvere la questione di Piero, prima che si vada oltre certi limiti e si degeneri". Un quarto d'ora dopo Penati risponde e i due si accordano per incontrarsi. "Ciò che allarma - scrivono i pm - è il riferimento alla vittoria alle recenti elezioni con conseguente deduzione che le liti su pagamenti illeciti vengano composte con commesse e denaro pubblico".

Il legame strettissimo tra Penati e Di Caterina nel business dei trasporti emerge dai racconti degli imprenditori. Giuseppe Pasini, l'altro grande accusatore del "Sistema Sesto", racconta che per la Falck fu incaricato l'architetto Giorgio Goggi, all'epoca assessore ai Trasporti a Milano: "Io - dice Pasini - avevo l'esigenza che dalle aree Falck e Marelli fosse esclusa la tramvia. Penati probabilmente fu d'accordo perché Di Caterina aveva interesse nel settore dei trasporti. Non fu una scelta professionale". Escludere la tramvia pubblica era un chiaro vantaggio per gli autotrasportatori locali che operavano in zona. Il progetto Goggi costò 1,5 milioni di euro, "ma - continua Pasini - non piacque all'amministrazione e Penati mi disse di rivolgermi a un professionista di Modena, tale Lugli, vicino alle coop, che realizzò un progetto modesto. Anche in questo caso accettai perché era chiaro che serviva all'approvazione degli atti per l'area".

Così Pasini spende altri 1,5 milioni. Penati gli suggerisce altri tre architetti, tra cui Sarno, ma Pasini rifiuta. "Ho incaricato - continua l'imprenditore edile - persone di mia fiducia, non certo gli sconosciuti di Penati. Chiesi all'architetto Botta, al professor Carlucci del Politecnico, al rettore De Maio, a Michele Perini, Giulio Sapelli, Marco Vitale, un nuovo progetto. Mai preso in considerazione. Proprio queste difficoltà mi hanno convinto a interrompere i pagamenti a Penati. Avevo speso già 4 miliardi e neppure ne avevano approvato uno".

Ancora a marzo 2011 Vimercati e Penati si adoperano per intervenire nell'area Falck, contattando il neo proprietario dell'area, Davide Bizzi. Vimercati chiama il segretario del Comune di Sesto, Marco Bertoli, parla di un incontro riservato. In una telefonata Bertoli "dice che stamattina ha dovuto vedere quelli della Falck e ha detto che stava vedendo Giuseppe", ovvero Giuseppe Carrà, già gran commis del Pd a Sesto e tuttora figura molto ascoltata nel partito. I gradi, li ha conquistati sul campo, da ex sindaco di Sesto negli anni '60. Poi nel '94 Carrà finì in carcere per una tangente da 145 milioni e nel 2000, secondo Di Caterina, intascò un'altra tangente di 200 milioni di lire. Vimercati manterrebbe tuttora il ruolo di consulente delle coop emiliane, impegnate con Bizzi nella riqualificazione dell'area. Vimercati contatta Bertoli e quest'ultimo terrebbe i legami con l'attuale sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini.

A maggio in una telefonata intercettata, Bertoli conferma di aver reso edotto Oldrini delle "diplomazie segrete", mentre Vimercati si vanta di aver interferito nell'attività di Bizzi. Bertoli promette piena disponibilità: "Tu semmai dì ai bolognesi che se hanno bisogno del Comune, il Comune è qui, per andare avanti nell'istruttoria tecnica siamo sempre qui".

Anche un altro imprenditore, Paolo Fondrini, titolare della Sesto Autoveicoli, sarebbe stato vittima del "sistema Sesto". Dice ai pm di aver dovuto mettere a disposizione una sua area per "un comizio di Rutelli nella campagna elettorale del 2001 e nel 2005 per la visita del presidente Ciampi su indicazione di Oldrini". Sempre gratis. E ricorda "senza neppure un ritorno pubblicitario, solo per avere buoni rapporti col Comune".

Ancora nel 2009, Fondrini avrebbe fatto usare gratis un furgone Volkswagen a persone di fiducia di Penati per le Provinciali. Fondrini conosce bene il sistema e in una intercettazione di febbraio parla di Pasini: "Non solo ha dato stecche da tutte le parti ai soliti vermi, che alla fine poi non gli hanno dato un cazzo di aiuto, ma le banche gli hanno detto: o rientri o ti facciamo fuori.. così almeno ha dovuto essere costretto all'umiliazione di andare a svendere a questo Zunino, il quale ha comprato coi soldi delle banche.. e alla fine anche lui.. altro delinquente di turno, cos'ha fatto?, qualcuno si è messo in tasca non si sa quanti quattrini per far sì che Sky andasse a Santa Giulia...". Come dire, la corruzione continua

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