«Sono preoccupata perché con questa manovra di tutte tasse la crescita sarà ancora più bassa, è chiaro che una manovra di questo tipo è certamente depressiva».Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a Capalbio, dove è intervenuta per la consegna di un premio letterario. Commentando le ultime misure emerse dal dibattito politico, la leader degli industriali ha definito la manovra «in peggioramento».
Crescita a rischio. C'è «preoccupazione forte perché mancano le riforme che ci chiedeva la Banca centrale europea e non sono state trovate le risorse per la crescita che, mi sembra, sia in peggioramento». Marcegaglia ha poi annunciato che il prossimo 15 settembre Confindustria presenterà le previsioni sulla crescita «ma tutto ciò che vediamo - ha concluso - non va nella direzione della crescita».
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L'articolo 8 non si tocca. Commentando la manovra più in dettaglio, Marcegaglia ha poi aggiunto che l'articolo 8 - riguardante le misure sul lavoro, criticato nei giorni scorsi dal segretario del Pd Pierluigi Bersani - è «coerente» con l'accordo siglato tra le parti il 28 giugno scorso e pertanto «deve rimanere», perché «dà la possibilità alle parti di gestire una maggiore flessibilità». Pertanto, secondo la leader degli industriali «la norma deve rimanere e va gestita in continuità con l'accordo e con i sindacati firmatari».
Una gara per inventare nuove tasse. Nella manovra economica, così come si va delineando, «c'è un continuo aumento di tasse. C'è ormai la gara a chi si inventa la tassa più esotica. È una manovra fatta sostanzialmente di aumento di tasse». Secondo Marcegaglia nel decreto «c'è molto poco di strutturale e niente per la crescita». Mancano «le riforme che ci chiedeva la Bce e non sono state trovate le risorse per la crescita».