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Pescara, 12/04/2026
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Data: 29/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Venite in Abruzzo non con Trenitalia

«Venite a Tagliacozzo co i treni popolari, visti so posti rari, veniteci a trovà..!»
Una vecchia canzone popolare invitava i villeggianti a venirci a trovare, utilizzando, uno dei mezzi di trasporto più innovativi (in quel periodo della nostra vita). Il Treno. Ebbene nel 2011, possiamo cantare il de profundis alla nostra linea ferroviaria Roma-Avezzano-Pescara, perché i villeggianti non verranno più... con i treni. Un proverbio dice che l'appetito vien mangiando, ebbene Trenitalia sta capitalizzando al massimo la situazione disastrata di Roma Tiburtina, per tagliare anche l'ultimo respiro della nostra ferrovia. Ormai i nostri treni non hanno più pace, non si sa più dove sbatterli, l'ultima trovata di Trenitalia è quella di attestare i nostri treni più importanti a Roma Prenestina, stazione in disuso, priva di tutto, soprattutto priva delle minime condizioni di sicurezza, priva di personale autorizzato competente ed altro. Era evidente che accadesse tutto questo, Roma Termini è piena, e se c'è da tagliare dei treni, ebbene, tagliamo quelli della Regione Abruzzo, tanto questi non contano un... cavolo. Purtroppo dobbiamo ammetterlo, è una sconfitta per noi, e tutto questo è difficile dirlo, ma la colpa maggiore è della nostra classe politica, incapace di controbattere con argomentazioni atte a bloccare questa nostra lenta agonia. Incapace in tutto. E facile dire che c è la crisi e bisogna tagliare. Sì tagliamo, va bene, ma almeno tagliamo nella maniera giusta, cercando di arrecare il minimo danno possibile per i pendolari. No, qui si taglia e basta, senza vedere se quel treno è giusto tagliarlo o spostarlo. L'ultima novità, dopo le soppressioni dei primi treni della mattina diretti a Roma, è lo spostamento di alcuni dei nostri treni maggiori in ripartenza, udite, udite, dalla stazione di Roma Prenestina, ultimo della serie il treno 2376 delle 18,35. L'ultimo treno della giornata per chi fa ritorno a casa dopo una lunga giornata di lavoro. Se lo si perde, allora si dorme a Roma sotto i ponti.
Grazie a questa generazione di politici per l'aiuto che ci hanno dato, verranno ricordati come gli autori partecipanti al misfatto, alla fine della linea ferroviaria Roma-Avezzano-Pescara. Costruita grazie anche all'aiuto dei loro avi, i quali certamente non saranno contenti. E inconcepibile questo silenzio delle istituzioni siano essi Bianchi, Rossi o Neri, non sono stati capaci di aiutarci, di farsi sentire, ma soprattutto di prendere una posizione ben precisa. Non c'è stata mai una lotta comune fra loro, mai una voce unica, forte e chiara, affinchè la situazione già di per se disastrosa, assumesse una forma piu consona ai nostri bisogni umani. Continuiamo a cantare veniteci a trovà..., tanto ormai ai turisti non possiamo offrire più niente, senza istituzioni credibili, senza strutture funzionanti, senza trasporti, senza sanità, senza niente di niente. Però una cosa possiamo ancora offrirla: gli arrosticini di pecora e, soprattutto il nostro onore. Noi pendolari e cittadini abruzzesi possiamo farlo, qualcun altro invece no!
Daniele Luciani Tagliacozzo

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