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Pescara, 12/04/2026
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29/08/2011
Il Centro
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Crisi e manovra - Decreto, ad Arcore l'ultima trattativa. Vertice con Berlusconi, Bossi e Tremonti. Le ipotesi sul tavolo. Per le pensioni tutto rinviato |
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ROMA. Di certo è rimasto il saldo: 45,5 miliardi di euro. Il volume della manovra di Ferragosto non si discute, è necessario per anticipare di un anno il pareggio di bilancio: l'azzeramento del deficit nel 2013. Qualche incertezza c'è, invece, sulle misure per centrare l'obiettivo. L'impianto originario è destinato a essere rivoluzionato dall'intesa che i leader di Pdl e Lega hanno promesso di siglare oggi. Dovrà essere il vertice tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, previsto questa mattina ad Arcore, a trovare la quadratura del cerchio, accantonando le pensioni e i tagli agli enti locali. Questa sera alle 20 scade il termine per depositare gli emendamenti. Aumenta l'Iva. Nella manovra che si sta delineando sembra prendere quota l'aumento di un punto dell'aliquota ordinaria dell'Iva, dal 20 al 21%, che secondo i calcoli del Tesoro si aggirerebbe intorno a 4,3 miliardi di euro all'anno. Allo studio l'ipotesi di restringere il perimetro di applicazione della nuova aliquota solo ai beni di lusso. Una misura che porterebbe a 4 le aliquote (4-10-20-21%), con il timore di una bocciatura da parte dell'Ue. Il gettito aggiuntivo è al centro del compromesso. Almeno 2,5 miliardi, infatti, verrebbero utilizzati per la riforma del fisco e per 1,8 miliardi per alleggerire il contributo di solidarietà e i tagli agli enti locali. Ma 4,3 miliardi sono comunque una coperta troppo corta: i soli tagli agli enti locali nel 2012 valgono 6 miliardi. Solidarietà. Oscilla tra la cancellazione e la rimodulazione l'intervento che punta a far pagare una quota aggiuntiva di tasse ai contribuenti con redditi superiori ai 90mila euro (5%) e oltre i 150mila (10%). Il contributo nella manovra continuerà ad esserci ma scatterà da una soglia di reddito Irpef oltre i 150mila o 200mila euro e con un'aliquota del 5%. Con una mitigazione del prelievo sulla base del quoziente familiare: chi ha più figli a carico meno paga. Tra le critiche il fatto che a pagare sarebbero sempre gli stessi: i lavoratori dipendenti, dato che l'86% degli autonomi dichiara meno di 20mila euro. Tassa sull'evasione. Si deve alla Lega il meccanismo che potrebbe trovare spazio nella manovra al fianco del ritocco all'Iva. Funziona come una patrimoniale, una tassa da far pagare a chiunque abbia patrimoni superiori a 1 milione di euro, al netto della prima casa. Ma la soglia potrebbe variare anche all'insù. Nel "redditometro" finirebbero barche, aerei personali, cavalli da corsa e altri beni di lusso, come le auto di grossa cilindrata. L'aliquota sarebbe del 5%, ma con andamento decrescente sulla base del grado di congruità tra i beni posseduti e quelli dichiarati. Si stima un gettito dai 4 ai 7,5 miliardi. Partita pensioni. Si giocherà su un tavolo separato la partita della previdenza. Un tavolo autunnale con la parti sociali, con l'impegno per un intervento complessivo e un provvedimento mirato entro gennaio 2012. Sarà quella la sede per dare corso a una delle tre ipotesi indicate nel dibattito che sta accompagnando la rimodulazione degli interventi anticrisi. Anticipo secco di quota 97 per le pensioni di anzianità, incentivi per favorire il rinvio dei pensionamenti anticipati e di vecchiaia, aumento immediato a 65 anni della soglia di vecchiaia delle lavoratrici private mantenendo la possibilità con disincentivi di uscire dal lavoro prima, anche a 60 anni. Altre voci. Per lasciare fuori dal perimetro della manovra le pensioni ed i tagli agli enti locali c'è anche il capitolo dismissioni. Una fase di vendite del patrimonio immobiliare dello Stato, caserme e uffici, e di cessione di una parte delle quote azionarie in società partecipate ancora in mano al Tesoro. Un pacchetto stimato pari a 50 miliardi di euro. Dovrebbe essere confermata anche l'armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie al 20%, che vale 1,9 miliardi. E la Robin Tax, l'incremento dell'addizionale Ires che passa dal 6,5 al 10% per tre anni e si applica alle società del settore energetico con ricavi superiori a 10 milioni. Il gettito stimato in 2 miliardi. Ma tra le ipotesi c'è l'estensione del prelievo a tutte le imprese che godono di una concessione pubblica, ovvero telecomunicazioni e autostrade. Enti locali. Salvati i piccoli Comuni e stralciata l'abolizione delle Province. Il nodo sarà sciolto a parte con un disegno di legge costituzionale in cui sarà affrontato anche il dimezzamento dei parlamentari. L'obiettivo è sopprimere tutte le Province. Per i piccoli Comuni la sopravvivenza, però, dovrebbe avere un costo: viene ridotto il numero dei consiglieri e via ogni retribuzione e tutte le indennità. In pratica, resteranno un sindaco, tre consiglieri di maggioranza e due d'opposizione. E si va verso un allentamento della stretta sulla spesa. L'orientamento è di dimezzare i tagli che la manovra indica in 6 milardi nel 2012 e 3,2 nel 2013.
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