SPOLTORE. È finita l'era di Franco Ranghelli a Spoltore: il sindaco, finito agli arresti domiciliari il 26 luglio scorso per 15 giorni insieme a Marino Roselli e Luciano Vernamonte, non ha revocato le dimissioni presentate venti giorni fa. Il comando della polizia municipale, diretto da Enrico Monaco, è rimasto aperto fino alle 22 ma non è arrivato alcun documento di Ranghelli. Così, Spoltore si avvia al commissariamento per almeno nove mesi: già oggi il prefetto Vincenzo D'Antuono nominerà il commissario che traghetterà la città fino alle elezioni, in programma tra maggio e giugno prossimi. Ieri, il telefono di Ranghelli, così raccontano gli amici che hanno provato a contattarlo, ha suonato a vuoto per tutto il giorno: nessuna risposta, Ranghelli ha passato la sua ultima giornata da sindaco con la famiglia.
Ranghelli, 54 anni, ha scelto di dimettersi perché indagato in un'inchiesta della forestale su affari del Prg e costruzione di due torri lungo il fiume Pescara, accordo di programma tra Comune e una società per ampliare il cimitero, proroghe dell'appalto rifiuti, pubblicità e tributi: il sindaco è accusato di associazione per delinquere, corruzione, concussione e abuso d'ufficio. Ranghelli è indagato anche in una costola dell'inchiesta madre che riguarda CityModa, il centro commerciale di Santa Teresa di Spoltore. L'indagine su CityModa, ancora riservata, conta dieci indagati, compreso il titolare della società pugliese Moda group Giancarlo Fiore.