ROMA. Il capitolo pensioni trova spazio nella manovra anticrisi. Salta, invece, il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90mila euro, che viene confermato solo per i parlamentari. Scongiurati l'aumento dell'Iva e la patrimoniale. Ammorbiditi, di circa due miliardi, anche i tagli a Comuni, Regioni e Province. Mentre la soppressione di quest'ultime viene rinviata, con conferimento delle competenze alle Regioni, così come il dimezzamento di deputati e senatori, a un intervento «di natura costituzionale».
Sono servite sette ore di vertice alla maggioranza, riunita ad Arcore, per trovare la quadra. Al decreto di Ferragosto si metterà mano mantenendo saldi e tempistica invariati. Confermato l'obiettivo di approvare il decreto bis al Senato entro domenica 4 settembre, bruciando sui tempi anche la Cgil, che ha fissato il suo sciopero generale per martedì 6 settembre. Per quella data il governo dovrebbe aver già chiuso la partita, perché nel successivo passaggio del decreto alla Camera non saranno permessi cambiamenti. Le modifiche, quindi, dovranno essere decise tutte a Palazzo Madama.
Nel capitolo pensioni, che fino all'ultimo sembrava "intoccabile" per il veto della Lega, si interverrà solo sul calcolo degli anni per il congedo dal lavoro, stimando una minore spese a regime di 1,5 miliardi di euro. Altre risorse per alleggerire i tagli agli enti locali spiega il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, arriveranno con «il miliardo» di proventi della Robin Tax (la metà di quelli previsti, perché l'altra andrà ai ministeri) già destinato in manovra alle amministrazioni locali, e pure, dal «recupero dell'evasione fiscale» che ora i Comuni che collaborano alla lotta all'evasione percepiranno «al 100% (e non più al 50%)». Tra le misure entra la tassa sull'evasione, proposta da Calderoli, che consente di eliminare il contributo di solidarietà. Attraverso «la nostra norma - spiega ancora Calderoli - contro le società di comodo e i trust utilizzati per evadere le tasse».