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Data: 30/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente: utili le parole di Letta. Le reazioni dei politici all'appello alla concordia del sottosegretario

L'AQUILA. L'appello alla concordia del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, mette d'accordo tutti. È lo spirito della Perdonanza. Ieri il sindaco Massimo Cialente - nel suo discorso finale all'interno della basilica di Collemaggio - l'ha definita «la festa del conforto e della speranza». Una comunione d'intenti almeno intorno alle parole del sottosegretario che al telefono ha ringraziato lo stesso sindaco.
«Ritrovare la concordia per far rinascere L'Aquila, operare con spirito di collaborazione con l'amore che si deve a questa città e con quello spirito di conciliazione che è il messaggio vero della Perdonanza». Queste le parole pronunciate dal sottosegretario nel giorno dell'apertura della Porta Santa. Gianni Letta ha incitato amministratori e soggetti coinvolti nella ricostruzione a «recuperare lo spirito dei primi tempi» e ad avviare i cantieri. Come? Lavorando, governo e commissari, «in armonia col sindaco».
E Cialente non sfugge al richiamo del rappresentante del governo, tutte le settimane all'Aquila al tavolo per la ricostruzione. Ieri davanti ai fedeli assiepati in chiesa ha ringraziato il rappresentante del governo: «Come uomo, prima che come politico, sta dando moltissimo alla città».
Un Cialente rincuorato, quello che si è mostrato ieri alla città. «Credo che si sia trovato quel che cercavamo: in questa settimana abbiamo lavorato con Letta e abbiamo trovato un metodo diverso di lavoro».
Quale? «Stare insieme, dire quello che si pensa, raccogliere le proposte e i dubbi di ciascuno. Il mio sogno», aggiunge il sindaco, «è presentare nel giro di pochissimo tempo il piano di ricostruzione del Comune dell'Aquila». Meno fiducioso anche se d'accordo con l'auspicio di Letta all'armonia è l'assessore comunale all'Ambiente, Alfredo Moroni, che mette sotto accusa la «logica dei commissariamenti in atto all'Aquila. Gli enti locali», spiega Moroni, «devono essere messi nelle condizioni di lavorare realmente e non di subire scelte orientate solo all'emarginazione noi abbiamo bisogno di aiuto sicuramente, ma anche di determinare, come enti locali, le priorità della ricostruzione».
Ad esempio? «Ci hanno tolto da febbraio dell'anno scorso la gestione delle macerie, e purtroppo da allora si è ridotta l'attività di conferimento».
Per l'assessore alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane, il messaggio di Letta è da prendere come «un'autocritica nei confronti del governo e del commissario per la Ricostruzione. Letta ha detto anche che bisogna rispettare il primo cittadino dell'Aquila. Si può lavorare con concordia se tutti capiscono che i primi a dover dire cosa serve siamo noi, gli aquilani».
Chi se la prende invece con il Comune dell'Aquila per la ricostruzione ferma è il consigliere regionale del Pdl, Luca Ricciuti. «Sono d'accordo con Letta», valuta.
«Ma chi non vuole il dialogo è in primis l'amministrazione cittadina». Ricciuti ha più volte in passato ribadito la sua idea: all'Aquila doveva restare la Protezione civile, che è andata via lasciando un vuoto di competenze.
«Serve una task-force che superi le piccole beghe di quartiere», propone, «ed io pretendo che ci sia chi risponde tecnicamente in tempo reale ai problemi. Su questo aspetto voglio aprire un fronte di discussione anche con il commissario Gianni Chiodi».
Corrado Ruggeri, coordinatore comunale del Movimento per le autonomie, pur condividendo l'appello del sottosegretario, ma se la prende direttamente con il sindaco Cialente.
«Deve smettere di litigare e incominciare ad andare d'accordo con gli altri», dice, «e a fare un progetto per la ricostruzione. Che cosa ne vogliamo fare dell'Aquila del domani? Come le vogliamo le case: alte, basse, moderne? Invece di prendere i consulenti (Ruggeri sostiene che ne stiano arrivando altri 10, dopo i tre di recente assunti, ndc) bisogna progettare, non è più tempo per litigare con Cicchetti e Chiodi. Il sindaco», conclude Ruggeri, «si faccia un esame di coscienza».
A puntare il dito contro un sindaco troppo litigioso è anche il vicepresidente vicario al consiglio regionale, Giorgio De Matteis: «Letta invita all'armonia mentre Cialente attacca e litiga con tutti. Il sindaco ha sempre cercato lo scontro continuo, con Fontana, Cicchetti, con il governo, con gli ingegneri. Faccia pace con se stesso».
Commenti che ricalcano i temi del dibattito politico in questi ultimi due anni ma che, all'ombra della Porta Santa, assumono dei toni decisamente più pacati.
Il parlamentare aquilano del Pd Giovanni Lolli accoglie ma solo per metà l'auspicio di Letta: «Se le cose vanno male non è solo perché si litiga, o perché ci sono una serie di personaggi malevoli; ma perché il meccanismo della ricostruzione è confuso, non chiarisce le responsabilità e i poteri, è uno strumento che solo noi abbiamo adottato, mai nessun terremoto lo ha scelto. Negli altri casi la ricostruzione l'hanno rifatta gli enti locali». Secondo il consigliere comunale Enrico Perilli (Rifondazione comunista) «se le cose non vanno è normale che la gente sia esasperata, altro che concordia, alla quale, comunque, è evidente che tutti noi vogliamo fare riferimento».
Una struttura con troppe teste tanto da creare problemi di governance: «Commissari, sottocommissari, sindaci, è una governance troppo complessa. Accolgo l'auspicio di Letta», aggiunge Lolli, «ma il "volemose bene" non basta più. Dalla confusione usciremo soltanto costruendo un sistema più efficace di governo della ricostruzione, lavorando insieme, serenamente, senza pregiudizi. Solo così», conclude, «potremo andare avanti verso una giusta strada».

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