Stretta sulle società di comodo, non ci sarà il contributo di solidarietà. Non si potrà più andare in pensione con 40 anni di lavoro a prescindere dall'età. Dimezzato il numero dei parlamentari, cancellate le Province
ROMA - Ha prevalso la linea minimalista. La manovra subirà alcune modifiche sì, ma non verrà riscritta e, soprattutto, sottolinea il governo, si tratterà di un intervento a «saldi invariati», sottolinea il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Niente aumento dell'Iva, niente maxi interventi sulla previdenza, sì invece a un pacchetto di misure meno clamorose e che si compensano, anche se la loro efficacia andrà verificata. Si punta a fare cassa con misure di contrasto all'elusione fiscale (una versione riveduta e corretta della cosiddetta patrimoniale sugli evasori proposta dalla Lega Nord), con la riduzione dei vantaggi fiscali per le società cooperative. E per le pensioni si è trovata una mediazione che pare aver accontentato tutti nella maggioranza. Si dovrebbe così raccogliere qualche miliardo per correggere alcune norme del decreto.
Tre miliardi in più per gli enti locali
I 9,2 miliardi da tagliare nel biennio 2012-2013 agli enti locali verranno ridotti di due, anzi di tre miliardi tenendo conto dei maggiori introiti della Robin Hood tax sulle società energetiche dati ora per certi. Il resto dovrebbe arrivare da una più incisiva lotta all'evasione sul territorio: i Comuni saranno incentivati a stanare gli evasori perché potranno trattenere una quota sostanziosa del gettito recuperato. Lo sconto sui tagli agli enti locali ha accontentato, almeno in parte, la Lega. Soddisfazione viene espressa anche dal presidente pro tempore dell'Anci, l'associazione dei Comuni, Osvaldo Napoli: «Una notizia positiva che valuteremo meglio nel direttivo. Per i Comuni il taglio dei trasferimenti potrebbe scendere da 1,7 miliardi a 850 milioni».
Contributo di solidarietà solo per i parlamentari
Via, dunque, il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90 mila euro, inviso al Pdl, che avrebbe dovuto fruttare 674 milioni nel 2012 e un miliardo e mezzo sia nel 2013 sia nel 2014. La supertassa, prevista in due soglie del 5 e del 10%, resta però in vigore per i parlamentari mentre la Lega spinge per mantenerla anche sui calciatori e ha già presentato alcuni emendamenti addirittura per poterla raddoppiare.
Iva sullo sfondo. Stretta sulle pensioni
L'asse Lega-Tremonti è riuscito anche a bloccare l'aumento dell'Iva. Qui nulla cambia. L'incremento dell'imposta sul valore aggiunto rimane la carta di riserva da giocare, come già stabilito a luglio, se dalla riforma dell'assistenza e dal taglio delle agevolazioni fiscali non arriveranno i 4 miliardi di risparmi preventivati per il 2012, i 16 per il 2013 e i 20 dal 2014. Per il resto, Tremonti preferirebbe inserire la manovra sull'Iva nella complessiva riforma del Fisco che promette di fare.
Arriva invece una misura apparentemente circoscritta sulla previdenza, ma che creerà non pochi scontenti. Non sarà infatti più possibile andare in pensione con 40 anni di contributi a prescindere dall'età, a meno che non si tratti di 40 anni di lavoro effettivo. Non si potrà cioè più utilizzare il riscatto del corso di laurea e del servizio militare.
Morsa sulle «società di comodo»
L'obiettivo dichiarato è evitare il giochetto per cui i ricchi intestano case, ville e altri beni di lusso in società ad hoc al solo scopo di non pagare le tasse. Il comunicato della Presidenza del Consiglio afferma che verranno introdotte nuove misure fiscali finalizzate a «eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive». È questa quella tassa sull'evasione lanciata nei giorni scorsi dal ministro Roberto Calderoli per colpire fiscalmente chi ha un patrimonio non congruo al suo tenore di vita, godendo di beni già computati dal redditometro come le barche, i cavalli, le auto di lusso. «È finita la pacchia per chi utilizza società di comodo o trust per non pagare le tasse», sintetizza al termine del vertice il ministro della Semplificazione. «C'è un accordo politico», spiega il relatore della manovra, il presidente della commissione Bilancio al Senato, Antonio Azzollini. Ma la tecnicalità del provvedimento è ancora da definire. Del resto, per ora c'è appunto solo l'intesa ma gli emendamenti ancora no e verranno presentati, «come già si era chiarito in Commissione» nei prossimi giorni.
Stangata per le Coop
Nonostante il fuoco di sbarramento delle centrali cooperative bianche e rosse, la stretta sulle residue agevolazioni fiscali in capo a queste società è passata. Secondo le stime del governo le cooperative godono ancora di sgravi pari a 714 milioni di euro all'anno, tra l'esenzione parziale dell'Ires e le maggiori deduzioni accordate. Adesso questo capitolo sarà rivisto e anche le Coop dovranno partecipare ai sacrifici.
Via metà dei parlamentari
Accanto agli emendamenti al decreto bis Silvio Berlusconi ha annunciato che verrà presentato un disegno di legge costituzionale per dimezzare il numero di deputati e senatori. Ovviamente, se la cosa andrà in porto, i tempi saranno molto lunghi, vista la doppia lettura parlamentare richiesta dai ddl di modifica della Costituzione. Il capitolo Province è stato derubricato, diventerà anche questo un disegno di legge costituzionale, che ne prevede la cancellazione in toto, col passaggio delle loro funzioni alle Regioni. Anche qui però l'esito è incerto vista la contrarietà espressa in passato dalla Lega.
Per abolire le province e dimezzare i parlamentari va cambiata la Costituzione. Tremonti: «Molto bene»
MILANO - Resterà in vigore solo per i redditi dei parlamentari il contributo di solidarietà sui redditi più alti, il cosiddetto super-prelievo oltre i 150 mila euro e che verrà cancellato dalla manovra. Previsto invece un più articolato intervento sulle pensioni . Sono questi due degli accordi raggiunti a casa di Silvio Berlusconi, ad Arcore. Un vertice durato sette ore al quale hanno preso parte tra gli altri Umberto Bossi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. La manovra sembra andare incontro a una profonda riscrittura ma i saldi, hanno assicurato fonti della maggioranza, restano invariati. Per Tremonti il nuovo accordo raggiunto nella maggioranza va «molto bene».
PROVINCE E PARLAMENTARI - Si fa molto lunga e in salita la strada per l'abbattimento dei costi della politica. La maggioranza si è accordata per cancellare tutte le province ma l'abolizione potrà essere fatta solo per via costituzionale, con i tempi che comporta. Lo stesso vale per il dimezzamento del numero dei parlamentari. Sono stati salvati i piccoli comuni ai quali verrebbe chiesto tuttavia di accorpare i servizi.
STRETTA SULLE SOCIETA' DI COMODO - Contrariamente alle attese, l'Iva non sarà aumentata Il provvedimento presentato a Ferragosto dal ministro Tremonti mantiene la Robin Tax e ci sarà poi «una stretta sulle società di comodo». Il contributo di solidarietà, è stato annunciato, sarà sostituito da «nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonchè riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative»
PENSIONI - Il calcolo sarà effettuato soltanto in base agli «effettivi anni di lavoro». Il raggiungimento degli anni di anzianità non dovrebbe più tener conto degli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari che «verranno scorporati» mantenendo immutato l'attuale regime previdenziale. Gli anni in questione, però, verranno computati per il calcolo della pensione.
«FRONDISTI» SODDISFATTI - I critici della maggioranza«sembra che abbiano ottenuto qualcosa» ha commentato il deputato Pdl Guido Crosetto per il quale «le notizie uscite dal vertice sembrano positive. È stato utile aprire un dialogo, anche duro, all'interno della maggioranza e del governo. Forse non è tutto ciò che tutti noi avremmo voluto, ma è altrettanto importante mantenere solida la maggioranza».
CALDEROLI, «FINITA LA PACCHIA» - «È finita la pacchia per chi utilizza società di comodo o trust per non pagare le tasse. la prima volta che qualcuno prova a far fuori le società di comodo» ha detto il ministro Roberto Calderoli annunciando «le norme che riguardano le persone fisiche nella legge delega di riforma del fisco».
BERSANI, I CONTI NON QUADRANO - «Dalle cose sentite fino a qui siamo alla confusione, la quadra non c'è, non vedo come possano quadrare questi conti» ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani. «Nell'insieme mi sembra una soluzione debole - ha aggiunto - spero non venga valutata troppo pesantemente da chi ci osserva nel mondo». Quanto al confronto maggioranza-opposizione, Bersani ha suggerito: «invece di discutere ad Arcore di cose che non si capiscono, vengano a discutere le cose che abbiamo scritto noi, questo è un consiglio che mi sento di dare».
CGIL, PAGANO SEMPRE I LAVORATORI - «Ad una prima lettura» delle notizie emerse dal vertice della maggioranza si commenta in serata nella sede della Cgil «l'unica cosa che si capisce è che per tagliare la sovrattassa sui redditi superiori a 150 mila euro si costringono tante persone, che magari fanno anche lavori faticosi, a lavorare almeno un anno in più».