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Data: 31/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi: manovra più equa ora tocca all'opposizione. Il Cavaliere elogia il Carroccio: è stato responsabile. «Liti con il Tesoro? Romanzi d'agosto» (Guarda il video)

Schifani: evitare il ricorso alla fiducia. Ma la Lega: serve un'ulteriore riflessione

ROMA - Dichiara di essere «molto, molto soddisfatto» perché la «manovra è stata migliorata senza modificarne i saldi», per cui è «più equa e più opportuna». Silvio Berlusconi commenta così il lungo vertice di Arcore, tra Pdl e Lega, che, a suo dire, ha messo in luce tre aspetti politici fondamentali: primo, la collaborazione fattiva con la Lega, che rafforza la maggioranza a dispetto dei «romanzi d'agosto» che raccontavano di divisioni con il Carroccio e con Giulio Tremonti. Secondo, i tagli ai costi della politica, ridotti per la prima volta nella storia della Repubblica. Terzo, l'eliminazione della super-tassa. Anche se per la verità c'è un motivo di soddisfazione che supera tutti gli altri: «Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani». A sera però interviene La Padania, organo della Lega, a gelare l'ottimismo ritrovato con il titolo: «Manovra in discussione». «La manovra partorita dal vertice di Arcore avrà bisogno di un'ulteriore riflessione», dicono chiaro e tondo i leghisti. «Questa mattina», scrive La Padania, «Calderoli incontrerà il ministro Sacconi per approfondire l'impatto sociale e finanziario delle pensioni».
Se il cuore di Berlusconi «grondava sangue» quando venne deciso il contributo di solidarietà sugli stipendi, adesso gronda di gioia, o quasi. La maggioranza «è coesa», sottolinea, è riuscita a ridurre «drasticamente» i costi della politica, «tagliando moltissime poltrone», abrogando le Province e dimezzando i parlamentari. Se fosse stato per lui, giura, avrebbe usato la mannaia: 300 deputati alla Camera e 150 senatori a Palazzo Madama. E' convinto che su quest'argomento in Parlamento non ci saranno problemi. Alle Camere «adesso, tocca all'opposizione. Se ci sarà l'accordo, il Parlamento potrà approvare la decisione con due terzi di maggioranza. Quindi, con questa maggioranza qualificata, potremo approvare l'abolizione del numero delle Province e la riduzione dei parlamentari». Non ci sarà la super-tassa, ma il governo, dice il premier, «inasprirà» la lotta all'evasione fiscale. I Comuni avranno un ruolo particolare: d'altronde, sono «gli enti più vicini al territorio», avranno la «possibilità di fare controlli più capillari, quindi di mantenere nelle proprie tasche il maggior gettito che ne verrà».
Berlusconi ribadisce di essere «aperto ai contributi dell'opposizione», in linea con gli auspici del capo dello Stato. Certo, non gli piacciono gli attacchi di Pd, Udc e Idv. Constata: «Vedo solo un aumento delle critiche da parte loro». Comunque, «il testo che approda in Senato potrà essere migliorato con l'apporto dell'opposizione», ma a saldi invariati.
Proprio il presidente del Senato, Renato Schifani, il cui auspicio è di evitare il voto di fiducia, ieri sera ha ospitato a cena, nella propria abitazione, un vertice. Apertura in tal senso anche da Angelino Alfano. «Cercheremo il massimo della condivisione senza chiusure ideologiche e con una valutazione del merito delle proposte dell'opposizione».

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