ROMA. Una manovra depressiva, che porta la pressione fiscale a livelli mai raggiunti nella storia repubblicana e che mantiene numerose ingiustizie. Il Pd boccia senza appello la manovra 2 di Arcore. Il maggior partito di opposizione presenta i suoi emendamenti.
Una vera e propria contromanovra. La Cgil rincara la dose. «Sulle pensioni è stato fatto un golpe della cui gravità non ci si è resi conto», attacca Susanna Camusso. La segretaria della Cgil sottolinea che le modifiche introdotte produrranno un contenzioso infinito «perchè siamo di fronte a una discriminazione e una violazione di diritti uguali per tutti». E va giù pesante anche Pier Ferdinando Casini. «E' evidente che i conti non tornano, così com'è questa manovra è pessima, faremo di tutto per cambiarla se saremo ascoltati perchè finora è stato solo un dialogo dentro la maggioranza». Quanto al mancato riscatto di laurea e servizio militare, per Casini siamo di fronte a «una cosa truffaldina da parte dello Stato».
L'opposizione e il maggior sindacato italiano non condividono affatto l'entusiasmo di Silvio Berlusconi che ieri ha definito «più equa la nuova manovra». E promettono battaglia. Il governo scopra le carte o il Pd non discute, minaccia Anna Finocchiaro. «Dopo un tira e molla che dura da tutta l'estate, il governo non ha ancora tradotto in emendamenti quelle che ha spacciato come solenni decisioni assunte ad Arcore: in più stando agli annunci mancano all'appello 4-5 miliardi di euro ai saldi di bilancio, il Pd non intende parlare di fuffa e perdere tempo», avverte la capogruppo dei senatori democratici. «La giustizia di Arcore e Bellerio è questa: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali ma lo si può fare con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il servizio militare o da studiare e riscattare la laurea», aggiunge Pier Luigi Bersani. In mattinata Enrico Morando e la stessa Finocchiaro hanno presentato la contro manovra del Pd a saldi invariati. Taglio ai costi della politica, istituzioni più snelle, patrimoniale e tassazioni dei capitali scudati del 15%. E poi ancora dismissioni immobiliari, asta competitiva sulle frequenze tv e la richiesta di abrogare l'articolo 8 in materia di lavoro per sostituirlo con l'accordo firmato il 28 giugno da tutte le forze sindacali. Sono solo alcuni dei 300 emendamenti dei democràt alla manovra 2. Per Morando, relatore di minoranza, il provvedimento del governo è «squilibrato a favore delle maggiori entrate rispetto alle minori spese». Quanto alla lotta all'evasione fiscale il Pd propone oltre alla tracciabilità dei pagamenti, la creazione di «un conflitto di interessi tra contribuenti» rispetto alle spese per casa e automobile introducendo una detrazione fino a 5mila euro e la riduzione dell'Iva da 20 al 10%. Infine i democratici chiedono di mettere un punto di Pil a sostegno della crescita. Durissima anche la Cgil che rivendica le ragioni dello sciopero generale indetto. «Il governo continua a pensare ad un piccolo serbatorio di voti fedeli ed è così impegnato a mediare al suo interno che non è in grado di ascoltare nessuna voce». Per la leader sindacale è una «manovra classista», «con effetto depressivo» e di «vendetta contro quelli che la pensano diversamente dal governo, a partire dal sistema cooperativo».