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Data: 31/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Magistrati e medici, il fronte del «no» Anche Cisl e Uil si mobilitano, verso lo sciopero generale del pubblico impiego

ROMA. I medici minacciano l'agitazione. Le toghe si dichiarano pronte a ogni tipo di protesta: «nessuna esclusa». Alzano la voce le due categorie e si uniscono al coro degli scontenti. La manovra anticrisi, ridisegnata dal vertice di maggioranza ad Arcore, che per il premier «è più equa e più sostenibile», alimenta il fuoco delle critiche. Sul tavolo restano le perplessità dell'Anci, che non abbassa la guardia. E per una volta anche i sindacati insorgono tutti dalla stessa parte. Il compromesso di Villa San Martino viene definito «iniquo e inaccettabile» da chi si attesta su posizioni più moderate, la Cisl e la Uil, mentre la Cgil, che prepara lo sciopero generale del 6 settembre, lo bolla come «un golpe».
La manovra-bis da 45,5 miliardi di euro, per anticipare il pareggio di bilancio al 2013, è stata riscritta. Ma le misure che incidono unicamente sui dipendenti pubblici non convincono. Al punto che, salvo novità, la Cisl medita iniziative di protesta e la Uil si dichiara pronta a fissare «la data di uno sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego». Al blocco dei contratti, all'intervento sulle tredicesime e agli specifici interventi previdenziali nella scuola, si aggiunge la norma che blocca il riscatto degli anni di università e servizio militare, ai fini della pensione di anzianità, e la mancata cancellazione del contributo di solidarietà.
Quest'ultimo provvedimento, per il Comitato intermagistrature, ovvero l'ente di coordinamento fra le magistrature e l'avvocatura dello Stato: «Appare privo di ratio e contrario al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione». Mentre a dare il segno della portata delle norme sulle pensioni è il segretario dell'Anaao Assomed Costantino Troise, che spiega: «I medici sarebbero l'unica categoria esclusa dalle pensioni di anzianità, ma anche le altre professioni sanitarie che richiedono laurea e specializzazione e tutte le professioni intellettuali che richiedono il titolo universitario verrebbero pesantemente penalizzate».
Sul fronte enti locali l'Anci, che ha incassato il dimezzamento dei tagli, chiede un incontro urgente con il governo. Sulla manovra i sindaci sono ancora in allerta. «Siamo attenti alla situazione che è in evoluzione - dice il facente funzione di presidente dell'Anci, Osvaldo Napoli - perché non abbiamo ancora documenti scritti».

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