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Data: 31/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Bankitalia: «Sono misure depressive» Rischio stagnazione e tasse record al 44,5%. Bruxelles chiede di cancellare le incertezze

ROMA. E' una manovra depressiva che porterà alla stagnazione. Il giudizio di Bankitalia sulla manovra proposta dal governo è negativo e preoccupante. Lo scenario a breve disegnato ieri da Ignazio Visco in audizione davanti alle commissioni Bilancio delle due Camere fa intravedere una crescita del Pil italiano inferiore all'1 per cento quest'anno e ancora inferiore nel 2012, a fronte di un incremento della pressione fiscale destinato a battere tutti i record. Nel 2012 l'aumento sarà dell'1,1% e nel 2013 di un ulteriore 0,7%. Così, ha fatto notare il vice direttore generale della Banca d'Italia, nel 2014 si arriverebbe a una percentuale di prelievo del 44,5%. Un dato calcolato per difetto, perchè il potere impositivo concesso agli enti locali potrebbe aumentare quella percentuale.
Intanto da Bruxelles arriva un pressante invito all'Italia a fare in fretta a sgombrare il campo dalle incertezze legate alla nuova manovra e a non mettere in gioco la credibilità di cui ha goduto fino ad ora. La Commissione europea per il momento ha congelato un parere ufficiale sulla manovra, riservandosi un commento solo dopo la valutazione dei servizi competenti.
Visco ha sottolineato tutta la gravità del momento, in linea con le analisi e le richieste della Bce al governo italiano: l'urgenza di far quadrare i conti (e a questo proposito non troverebbe nulla di male se la lettera della Banca europea fosse resa pubblica).
L'aggiustamento del bilancio è necessario, «ma - ha detto il vice direttore generale - senza un rilancio dell'economia rischiamo una fase di stagnazione che rallenterebbe anche la flessione del debito sul Pil. Eventuali cambiamenti della struttura della manovra dovrebbero andare nella direzione di ridurre il peso degli aumenti delle entrate, accrescere il ruolo delle misure strutturali, minimizzare gli effetti negativi sul prodotto, contenere l'incertezza circa l'attuazione di alcune misure, quali la delega fiscale e assistenziale». Tra le ricette, Bankitalia suggerisce di «creare un ambiente più favorevole all'attività d'impresa e un maggior controllo sui pagamenti. E per la riduzione del cuneo fiscale che pesa sui redditi, il consiglio è di aumentare Iva e tasse sugli immobili. Da palazzo Koch arriva anche un "caldo" invito a mettere mano in modo concreto ai tagli della burocrazia. «Un più deciso intervento sugli apparati istituzionali - ha detto Visco - darebbe risparmi significativi nel medio termine. La razionalizzazione dei diversi livelli di governo dovrebbe mirare a semplificare i processi decisionali e a evitare duplicazioni di funzioni e sovrapposizioni di competenze». Nello specifico, il vicedirettore sostiene che «potrebbe essere riallocata ai Comuni» una parte delle funzioni delle province. Altre funzioni, invece, come trasporti, tutela dell'ambiente, sviluppo economico potrebbero passare alle Regioni. «Una sostanziale riduzione delle competenze delle Province consentirebbe un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi e non trascurabili risparmi».
Anche la Corte dei Conti e l'Istat esprimono timori in linea con quelli espressi da Bankitalia. Netto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in audizione ieri: «Il ricorso prevalente alla leva fiscale per quasi tre quarti della manovra determina la compressione del reddito disponibile e accentua i rischi depressivi». Molte le perplessità sulla scelta di varare le misure contenute nel decreto «senza un aggiornamento del quadro macroeconomico». E dunque «nell'ipotesi più ottimistica l'aumento della pressione fiscale sarà di 2 punti percentuali nel 2014». Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, ha rimarcato come per il 2011 le previsioni di crescita «siano modeste: al momento anche una crescita dell'1% appare davvero difficile. In questa situazione, i consumi, anche per effetto di questa manovra, non saranno in grado di dare un contributo significativo».

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