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Data: 01/09/2011
Testata giornalistica: Il capoluogo
Manovra, Cisl e Uil Abruzzo: a Roma per protestare contro la manovra

Il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, scrive una lettera ai suoi quadri e ai suoi iscritti per affrontare il problema della situazione economica che interessa il Paese e la regione. La Cisl spiega le motivazioni che porteranno, domani 1° settembre, ad essere presente nel presidio che Cisl e Uil hanno organizzato a Roma, davanti al Senato della Repubblica.

LA LETTERA:

«Cari militanti e quadri della Cisl d'Abruzzo il nostro Paese è impegnato a fronteggiare una grave crisi Finanziaria causata dall'eccessivo debito pubblico. Una nuova pesantissima manovra di bilancio è stata varata a Ferragosto, non essendo bastate le precedenti dello scorso anno e quella più recente di luglio. Siamo probabilmente di fronte a un cambiamento epocale.

Per il futuro l'Italia, come altri Paesi europei, non potrà più adottare politiche economiche e sociali indebitandosi come si è fatto sinora. Questo comporterà il mutamento del nostro ruolo sindacale. Il governo ha una grave responsabilità: avere negato fino all'ultimo la reale situazione economica del nostro Paese. Come già avvenuto nel 1992, non solo occorre rimettere i conti in ordine, ma serve coesione, condivisione delle scelte, nuovi obiettivi ed equità, come ampliamente invocato dal nostro presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano. Non serve il balletto delle proposte estemporanee o delle proteste generiche contro la crisi, per questo motivo la Cisl non ha predisposto una propria "contromanovra", perché ciò spetta all'opposizione parlamentare, ma ha inteso ribadire il suo modello di sindacato autonomo ed autorevole che non persegue disegni politici.
soldi tagli

La Cisl sostiene che la manovra è necessaria per recuperare la stabilità e abbassare i tassi dei titoli di stato sui mercati che causano l'aumento del debito, come sempre a carico dei cittadini.

Per questo che la Cisl, nell'audizione al Senato, ha sostenuto che la manovra va corretta introducendo elementi di maggiore equità, escludendo nuovi interventi sulle pensioni, rafforzando la lotta all'evasione fiscale, prevedendo contributi da parte di chi ha grandi patrimoni, evitando interventi incomprensibili verso i lavoratori del pubblico impiego e i tagli agli enti locali. Siamo preoccupati perché i governanti e la politica stanno sottacendo al Paese la gravità del momento. E' la politica stessa che deve dare il buon esempio, affinché i cittadini possano recuperare la fiducia.

Come Cisl abbiamo nelle scorse settimane attaccato i privilegi del ceto politico: non per spostare il tiro o per populismo, ma proprio per ridare credibilità allo Stato e alle Istituzioni. Finalmente in questa manovra si intravvedono passi in avanti. Dobbiamo uscire da questa situazione grave dando nuovo slancio all'economia, all'occupazione e al benessere sociale, a partire dal nostro Abruzzo. Una regione che deve mobilitarsi come richiesto da tutte le Forze Sociali e deciso dal consiglio Regionale del 15 di agosto, per lo sblocco delle risorse per lo sviluppo, a partire dai 612 milioni dei Fas, per l'intesa sulle infrastrutture e per l'utilizzo delle risorse europee dei Fondi strutturali.

Solo superando la crisi finanziaria possiamo tutelare i lavoratori, i pensionati e i giovani, che non può avvenire con una semplice correzione della manovra. La Cisl sosterrà le proposte sindacali attraverso iniziative fuori dall'orario di lavoro, perché è convinta che il dialogo sia uno strumento utile per partecipare alle decisioni politiche del Paese senza abusare dello strumento dello sciopero. Uno sciopero contro la manovra proposto da una sola sigla sindacale non è efficace né propositivo, né serve a migliorare le condizioni di lavoratori e pensionati.

Lo sciopero dichiarato dalla CGIL per il prossimo 6 settembre si tradurrà solo ed esclusivamente in un aggravio sulla busta paga dei lavoratori ed appesantirà le condizioni economiche delle aziende.

Con l'intesa del 28 giugno sembrava che le tensioni nei rapporti sindacali fossero superate, ma ciò non è avvenuto. Questa mancanza di unità sindacale non ci deve distogliere dal vero obiettivo che dalle prossime settimane la Cisl nazionale e regionale vogliono perseguire con ancora più convinzione e forza: creare sviluppo e crescita del Paese e del nostro Abruzzo.

Tassare meno il lavoro e gli investimenti e tassare di più le rendite e i beni di lusso è urgente. Solo così si avranno le risorse necessarie per finanziare il nostro sistema di Welfare, si potranno creare le condizioni occupazionali per i giovani esclusi da mercato del lavoro e si potranno adottare riforme condivise e rivolte alla coesione sociale. Per rilanciare una manovra nel segno dell'equità, il 1 Settembre saremo a Roma per un presidio organizzato da Cisl e Uil davanti al Senato.

È il momento di assumersi le responsabilità necessarie ed avere il coraggio di affrontare cambiamenti e innovazione. Nessuno ha già vissuto i tempi che abbiamo di fronte. Chi rimpiange il passato non vuole cambiare nulla e passa il tempo ad accusare gli altri. Ciò non risponde ai bisogni dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani. La Cisl vuole essere protagonista del futuro, realizzando le aspettative dei propri iscritti, di tutti i lavoratori, giovani e pensionati».

Anche la Uil Abruzzo parteciperà al presidi a Roma. Il governo - sostiene in un volantino - deve fare marcia indietro.
roberto campo

Ma la Uil fa una serie di richieste per affrontare la crisi economica: «Chiarire l'effettiva portata della manovra, per non doverne fare un'altra subito dopo; non rinviare i tagli ai costi della politica e la razionalizzazione degli enti Locali ; non la lotta all'evasione fiscale attraverso la tracciabilità per le operazioni sopra i mille euro e più controlli (oggi sono solo il 10 per cento)». La Uil chiede anche di «cancellare le recenti modifiche sulle pensioni: è inaccettabile il mancato computo ai fini previdenziali degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati; fermare la vessazione del pubblico impiego (previdenza, contratti, liquidazione, tredicesime); chiarire che le rappresentanze sindacali in azienda titolari della contrattazione aziendale sono solo quelle appartenenti alle associazioni sindacali firmatarie del Ccnl applicato; sbloccare le risorse nazionali per lo sviluppo. Per l'Abruzzo - si legge nel volantino della Uil - lo sblocco delle risorse nazionali deve significare poter disporre finalmente del Fas regionale. Bisogna inoltre chiarire su quali risorse del Fas nazionale potremo far conto per investimenti (non solo in cassa integrazione in deroga, pur fondamentale); far camminare contestualmente il decreto terremoto nella parte ricostruzione e in quella per lo sviluppo (Master plan); avere certezze sulle infrastrutture effettivamente finanziate.

La Uil Abruzzo partecipa al presidio di domani sotto il Senato. In assenza di risposte adeguate, la mobilitazione dovrà proseguire sino al raggiungimento di risultati soddisfacenti, in tutte le forme utili allo scopo, incluso lo sciopero generale, a partire da quello già deciso del pubblico impiego».

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