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Pescara, 10/04/2026
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Data: 01/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi e contromanovra - Rispunta il condono, si riparla dell'Iva. C'č da coprire un buco di oltre 6 miliardi. Tra le ipotesi il raddoppio delle immatricolazioni auto

ROMA. Una manovra in rosso. Con un buco di oltre 6 miliardi di euro. Il governo non trova ancora la copertura finanziaria a garanzia del saldo: 45,5 miliardi di euro. Il volume non si discute, č necessario per anticipare di un anno il pareggio di bilancio: l'azzeramento del deficit nel 2013. Ma con l'ennesima svolta il governo ha fatto saltare i conti.
Dopo la cancellazione del contributo di solidarietą č sparito anche l'intervento sulle pensioni, la stretta sulle "anzianitą" con la sterilizzazione degli anni di studi universitari e naja.
Una matassa ingarbugliata. La commissione Bilancio si č fermata, in attesa degli emendamenti del governo. Novitą che dovrebbero arrivare sul tavolo oggi, stando a fonti parlamentari della maggioranza. Il rispetto dei saldi comporta l'individuazione di coperture assolutamente certe in sostituzione delle misure fiscali e previdenziali in via di soppressione. Si č rinunciato a un beneficio sicuro per i conti pubblici nel triennio per 3,8 miliardi dal contributo di solidarietą e per 2-3 miliardi con il taglio ridotto ai Comuni, ma senza individuare introiti alternativi altrettanto sicuri.
La manovra č ancora un cantiere aperto. Si torna a parlare di aumento dell'Iva e di contributo di solidarietą. La perdita del gettito di circa 1,5 miliardi (500 milioni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014) derivante dalla non adozione della norma sulle pensioni, che prevede la sterilizzazione degli anni universitari e del servizio militare per andare a riposo in anticipo, verrą compensata da un aumento della lotta all'evasione fiscale, con provvedimenti allo studio della maggioranza. Misure che dovrebbero prevedere un inasprimento delle norme e un coinvolgimento dei Comuni. Si penserebbe anche al carcere per chi evade, sulla scorta del modello americano. Nel sacco c'č anche la possibilitą di un concordato fiscale. Ma la stretta antievasione, per quanto sacrosanta, č difficile da quantificare.
Il governo fatica a trovare una "toppa" che tenga, capace di superare gli aut aut incrociati di Pdl e Lega. Le soluzioni durano il tempo di una notte. E nel pantano c'č chi teme che possano farsi strada interventi dell'ultima ora. Fai e Wwf restano vigili e bollano come «irresponsabili» gli emendamenti «in tema di condono edilizio, sospensione delle demolizioni in Campania, che nascono da evidenti finalitą clientelari che mal si conciliano con gli obiettivi collettivi propri di una manovra economica». Lo affermano, in una nota congiunta, Fai e Wwf, auspicando che «le proposte presentate da alcuni parlamentari della maggioranza non vengano in alcun modo fatte proprie dal governo».
Sul chi va lą ci sono anche le associazioni di categoria della filiera Auto, perplesse sull'innalzamento dell'Ipt, l'imposta provinciale sulle immatricolazioni, che potrebbe arrivare fino al raddoppio delle tariffe attuali. «Se la norma dovesse essere approvata definitivamente - spiegano Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto e Unrae - si avrebbe un'imposizione fiscale che rischia di deprimere ulteriormente il mercato dell'auto, oltre che comprimere le entrate sul fronte dell'Iva, gią diminuite di quasi 2 miliardi rispetto al 2008». Ad alimentare i timori delle associazione c'č la stima del gettito aggiuntivo: «Pari a 1,5 miliardi di euro».
Il tira e molla sull'Iva. Il ritocco dell'1% sull'aliquota del 20%, per portarla al 21%, secondo le stime del Tesoro vale 4,3 miliardi di euro all'anno. Ma la misura non ha mai avuto vita facile. Cosģ come la supertassa di solidarietą, il 5% sui redditi superiori a 90mila euro e del 10% oltre i 150mila che garantiva nel 2012 un gettito di 674,4 milioni e 1,5 miliardi aggiuntivi sia nel 2013 che nel 2014.

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