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Data: 14/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'opzione Air China fa decollare l'Alitalia. La compagnia italiana aumenta le perdite, ma il traffico è in crescita

ROMA. La via d'uscita dalla crisi per Alitalia potrebbe avere gli occhi a mandorla. Un'ipotesi questa che esce rafforzata, dopo mesi di rumors su possibili partner dalle provenienze geografiche più varie, dalla missione diplomatica del ministro degli Esteri Massimo D'Alema in Cina. L'opzione Air China, nel ventaglio delle alleanze asiatiche per Alitalia, è piaciuta intanto alla Borsa che l'ha promossa facendo brillare il titolo della compagnia con un +4,21%, a 0,79 euro.
Intanto Alitalia ha presentato i conti del terzo trimestre, con perdite in peggioramento salvo i ricavi da traffico che confermano il segno più. D'Alema ha risposto ai giornalisti che chiedevano conferme su contatti in corso con il vettore cinese, di «non voler parlare di una società quotata». Ma il capo della diplomazia italiana è stato esplicito nell'auspicare con i cinesi, una cooperazione nell'aviazione civile, oltre che investimenti di Pechino in settori come la logistica e sistemi aeroportuali. «Da sola non può stare - dice il ministro dei Trasporti Bianchi - ma per l'alleato bisogna ancora pazientare». I conti dei primi nove mesi mostrano un ampliamento delle perdite, sia sul risultato operativo (a 173,1 milioni di euro, peggiore di 133,6 milioni rispetto allo steso periodo del 2005), sia sui ricavi totali (3,4 miliardi, ma inferiori di 78,6 milioni rispetto al 2005), risultato ante imposte a -275,3 milioni, peggiorato di 167,8 milioni sul 2005. Un segnale positivo arriva dai ricavi da traffico, in crescita di 132,1 milioni rispetto ai primi 9 mesi del 2005: l'incremento conferma un miglioramento già registrato a fine giugno; sul quarto trimestre, rispetto all'analogo del 2005, il recupero è pari a 77,5 milioni, +6,7%. Alitalia prevede di chiudere i conti del quarto trimestre con «un risultato operativo e netto in utile, con perdite in miglioramento rispetto al 30 settembre 2006, ma che tuttavia saranno superiori a quelle registrate a fine 2005 e al 30 giugno 2006. Il risultato operativo nel terzo trimestre è negativo per 41 milioni con una riduzione di circa 86 milioni rispetto allo scorso anno. Hanno pesato «l'impatto negativo delle agitazioni sindacali del 7 e 18 settembre e relativi annunci, unitamente alla flessione della valutazione secondo criteri di mercato (il cosidetto fair value), degli strumenti di copertura opzionali sul prezzo del carburante». «Senza tali fenomeni - afferma Alitalia - il risultato operativo sarebbe stato positivo per circa 18 milioni e di conseguenza in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti». Al 30 settembre i dipendenti di Alitalia sono a quota 10.230 unità, in calo di 8.639 addetti (-46%). Intanto, il fronte sindacale è sempre più agitato. Dalla riunione delle organizzazioni degli assistenti di volo è emersa la probabile data dello sciopero sul quale sembra orientata la maggioranza delle sigle: 15 dicembre. «Vuole esser un segnale al governo che con Cimoli nessuna tregua è possibile» spiega la Filt Cgil.

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