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Data: 01/09/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Lotta ai portoghesi, Atcm sbaglia. Il comitato utenti: 'Se si ferma il bus quando qualcuno non paga si accumula ritardo'

BOCCIATO. E' questo, in estrema sintesi, il giudizio che il comitato utenti del trasporto pubblico di Modena dà alla campagna 'Non paghi il biglietto? L'autobus non parte' di Atcm, che ha debuttato due giorni fa sulle linee 3 e 8. Ricordiamo come funziona: sui mezzi sono installati dei tornelli che rallentano il flusso dei viaggiatori che salgono a bordo. I passeggeri devono obiliterare o far vedere il biglietto all'autista che apre il tornello se il ticket è valido. Nel casi in cui qualcuno si dovesse rifiutare di pagare, il conducente avvisa la centrale operativa, che manda i controllori. Solo dopo aver fatto queste operazioni la macchina riparte: valore aggiunto, la certezza che i controllori saliranno a bordo per multare l'evasore. Ecco le critiche del comitato. Premessa: i rappresentanti degli utenti riconoscono all'azienda «la continua ricerca di lotta ai portoghesi (chi non paga il titolo di viaggio, ndr)». Il resto dell'analisi, però, fa male. «Il problema di fondo - si legge - è che questo sistema scarica il problema di chi non paga sugli utenti onesti, che invece il biglietto lo pagano regolarmente. Chi ha pagato si vede ingiustamente interrompere il servizio pubblico di trasporto, per una causa certo a lui non imputabile». Altra conseguenza che danneggerà gli altri passeggeri: «Il progetto punta tutto sul fatto che siano i passeggeri stessi a rivoltarsi nei confronti dell'evasore. Quest'ultimo aspetto non è certo irrilevante, anche per i problemi di ordine pubblico e di sicurezza che può causare; non a caso il progetto riprende un'idea già valutata molti anni fa e pur allora scartata per questo rischio, che oggi è evidentemente cresciuto, a giudicare dai frequenti episodi di aggressione ai verificatori». «Ma i dubbi - continua il comitato - non finiscono qui. Anzitutto perché avviare questa nuova sperimentazione senza prima aver fornito i dati sul funzionamento dei tornelli? Se ne deve dedurre che non hanno portato al recupero dell'evasione? E se invece sono stati utili, perché per prima cosa non si estendono su tutta la rete? Ancora - aggiungono gli utenti - non è casuale che la sperimentazione parta a fine agosto e su due linee non centrali, perché quello estivo è l'unico periodo in cui un simile progetto potrebbe produrre minori danni agli utenti. Cosa accadrebbe, infatti, se ad essere fermato fosse un autobus nell'orario di punta, quando è pieno di studenti che vanno a scuola o di persone che si recano al lavoro? E che dire delle linee che vanno in stazione o negli ospedali? La rivoluzione dei passeggeri a bordo sarebbe certa, ma è questo il modo di risolvere il problema, ovvero scaricarlo sugli utenti onesti provocando loro danni e disagi?» SI CHIUDE con l'amara considerazione finale. «La sperimentazione - chiosano gli utenti -, anche per le difficoltà logistiche di avere i verificatori in tempi brevi se il progetto entrasse a regime, è destinata a rimanere tale molto verosimilmente. Da ultimo, la stessa indagine sulla customer satisfaction realizzata dall'Agenzia per la mobilità segnalava il ritardo come uno dei principali problemi lamentati dagli utenti. Non a caso questo comitato e le stesse amministrazioni da tempo puntano sul preferenziamento e su altri interventi per favorire velocità e puntalità delle corse. Un progetto che porta a fermare l'autobus ci sembra in decisa controtendenza».

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