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Pescara, 10/04/2026
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Data: 01/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alta tensione sui Fas, oggi il voto decisivo. I parlamentari abruzzesi confidano sui loro emendamenti per salvare i preziosi 612 milioni

PESCARA - Salvare il Fondo per le aree sottoutilizzate dai tagli della manovra economica del Governo, perché l'Abruzzo del terremoto, dello smantellamento della grande industria e dell'uscita da ogni forma di sostegno per le regioni del Mezzogiorno (fuori dall'Obiettivo 1, fuori dal Piano per il Sud), non potrà fare a meno di quella risorsa: 612 milioni di euro da investire sul proprio territorio.
Anche la partita dei Fas è approdata ieri in commissione Bilancio del Senato, dove tutti i parlamentari abruzzesi si sono battuti perché nei sei miliardi aggiuntivi di tagli ai Ministeri (diciotto complessivi) non rientrasse anche questa voce. Il tema dei Fas è stato introdotto in mattinata in commissione e ripreso nel pomeriggio, anche se il voto finale è atteso per la giornata di oggi. Sempre che la discussione parlamentare sulla manovra economica del Governo non venga stravolta nella seduta del Consiglio dei Ministri fissata sempre per questa mattina a Palazzo Chigi.
Insomma, il destino dei Fas resta incerto, anche se per il senatore del Pdl Andrea Pastore non è affatto detto che l'Abruzzo abbia già perso la sua battaglia: «Io sono il secondo firmatario della mozione con cui Paolo Tancredi (parlamentare del Pdl e segretario della quinta commissione Bilancio del Senato; ndr) chiede l'esclusione dei Fas dai tagli lineari dei ministeri. Ma è un emendamento potenziale, da mettere al voto solo se permanessero dubbi sulla norma di riduzione della spesa sui Fas». Giovanni Legnini (Pd), anche lui presente ieri in commissione Bilancio del Senato, la vede in tutt'altro modo: «Non capisco quale sia il dubbio di Pastore. La manovra di luglio, con i tagli ipotizzati per i Ministeri, escludeva i Fas dai capitoli di spesa assieme ad altre voci importanti, come cultura e istruzione che avevano già subìto forti riduzioni. Ora i Fas sono riapparsi proprio al primo articolo della manovra. La verità è che questo Governo si trova in uno stato confusionale. Proprio in mattinata ho chiesto in via preliminare di conoscere quali sono i capitoli rimodulabili dei tagli ai ministeri, ma restiamo nell'incertezza».
Due gli emendamenti sui Fas presentati da un altro componente abruzzese della commissione Bilancio di Palazzo Madama, il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli: «La nostra proposta per salvare i Fas è diversa da quella presentata da Tancredi e dal Pd, per una ragione molto semplice. I nostri emendamenti dicono anche dove vai a prendere i soldi per i tagli ai Ministeri una volta escluso il capitolo dei Fas dalla manovra. La nostra proposta è di ricavare maggiori risorse dal prelievo erariale unico dei concessionari dei giochi e incidendo su banche e assicurazioni con una maggiore tassazione». Ma c'è un'altra richiesta, contenuta negli emendamenti dell'Idv, che a detta di Mascitelli metterebbe il capitolo dei Fas al riparo da brutte sorprese: «L'obbligo per il Governo di rispettare la legge di contabilità dello Stato, allegando ad essa l'aggioramento delle risorse Fas. Perché un conto è dire: vi daremo i soldi, ma senza indicare quando. Un altro è dover riferire per legge, entro il 20 ottobre, in quale annualità e in quale misura saranno erogati i fondi alle varie regioni. E nessuno racconti che in Abruzzo arriveranno 612 milioni tutti insieme, perché si tratta di una favola: sino ad oggi il Governo ha utilizzato i Fas come un bancomat: non dimentichiamo che nella manovra del maggio scorso era già stato stabilito di ricorrere a parte di questi fondi per finanziare il credito di imposta nelle regioni del Mezzogiorno».

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