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Pescara, 10/04/2026
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Data: 01/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, oggi la decisione sui Fas. Cgil e Fiom verso lo sciopero, Cisl e Uil presidiano palazzo Madama

PESCARA. E' attesa oggi la decisione della commissione Bilancio del Senato sui Fas mentre anche il fronte sindacale abruzzese si mobilita contro la manovra finanziaria, con la Cgil che presenta oggi a Pescara lo sciopero generale in programma il 6 settembre a Teramo e la Fiom che rilancia per sabato lo sciopero dello straordinario alla Sevel. Le altre sigle confederali, pur criticando la politica dei tagli, considerano invece sbagliata una protesta di piazza.
«Spero si diradi la confusione che sta attanagliando in queste ore la maggioranza e che soprattutto non coinvolga la questione dei Fas», afferma il senatore Alfonso Mascitelli, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Bilancio a Palazzo Madama, «perché non basta dire i Fas per il momento non li tocchiamo: per consentire una programmazione realistica delle Regioni, bisogna chiarire a quanto ammontano le risorse e in che periodo temporale verranno dislocate e assegnate».
E se, per la Cgil, si tratta di capire cosa ci aspetta e come colpiranno i tagli governativi, che contraccolpi avrà l'Abruzzo e quali potranno essere le conseguenze, Roberto Campo (Uil) ritiene necessario chiarire l'effettiva portata della manovra per non doverne fare un'altra subito dopo. A giudizio della Uil, che questa mattina parteciperà al presidio sotto il palazzo del Senato, sarà possibile raggiungere gli obiettivi della manovra solo se non saranno rinviati i tagli ai costi della politica, se si faranno la razionalizzazione degli enti locali (Province e piccoli Comuni) e la riforma fiscale, che dovrà abbassare le tasse sul lavoro e sulle pensioni. «Più lotta all'evasione fiscale», afferma Campo, «si ottiene con la tracciabilità delle operazioni finanziarie sopra i 1000 euro e più controlli (oggi sono solo il 10%), ma anche cancellando le le recenti modifiche sulle pensioni: è inaccettabile il mancato computo ai fini previdenziali degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati». Soprattutto sarà importante sbloccare le risorse nazionali per lo sviluppo, perché la manovra rischia di avere effetti depressivi. «Non si può badare solo al rigore», prosegue Campo, «bisogna favorire la crescita e, per l'Abruzzo, questo significa poter disporre finalmente del Fas regionale, quindi chiarire su quali risorse potremo far conto per gli investimenti (non solo in cassa integrazione in deroga, pur fondamentale); far camminare contestualmente il decreto terremoto nella parte ricostruzione e in quella per lo sviluppo (Masterplan); avere certezze sulle infrastrutture effettivamente finanziate». Il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, afferma che la manovra finanziaria è necessaria per recuperare la stabilità, ma va corretta introducendo elementi di maggiore equità. «Uno sciopero contro la manovra proposto da una sola sigla sindacale», afferma Spina, «non serve a migliorare le condizioni di lavoratori e pensionati. Dobbiamo uscire da questa situazione grave dando nuovo slancio all'economia, all'occupazione e al benessere sociale, a partire dal nostro Abruzzo. Una regione che deve mobilitarsi come richiesto da tutte le forze sociali e deciso dal Consiglio regionale del 15 agosto, per lo sblocco delle risorse per lo sviluppo, a partire dai 612 milioni dei Fas, per l'intesa sulle infrastrutture e per l'utilizzo delle risorse europee dei fondi strutturali». Con l'intesa del 28 giugno sembrava che le tensioni nei rapporti sindacali fossero superate, ma ciò non è avvenuto. «Questa mancanza di unità sindacale», riprende Spina, «non ci deve distogliere dal vero obiettivo: creare sviluppo e crescita». Anche la Cisl Abruzzo sarà presente questa mattina davanti a palazzo Madama per rilanciare una manovra nel segno dell'equità.

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