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Pescara, 12/04/2026
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Data: 01/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
In duecento al funerale della disabilità. In carrozzina contro i tagli del governo. Lo striscione: «Noi figli di un dio minore»

Le donne con il velo nero; gli uomini con il nastro in segno di lutto: in oltre duecento ieri hanno partecipato ai funerali della disabilità, la grande manifestazione organizzata a Pescara dalle associazioni dei disabili per lanciare l'allerta contro i tagli previsti nella manovra bis del Governo. Tagli che rischiano di pesare come zavorre su assistenza, trasporto, pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento. Sacrifici su sacrifici, per i figli-di-un-dio-minore come recitava lo striscione che ha aperto il corteo partito dalla chiesa di Sant'Andrea per raggiungere piazza Italia, prima che una delegazione incontrasse il prefetto.
Dietro la banda e il carro funebre, 52 disabili in carrozzina, accompagnati da famigliari, e seguiti da forze sociali, politiche, istituzionali; Montesilvano e Francavilla hanno portato il gonfalone. E ha voluto esserci anche chi, costretto all'immobilità, ha affidato il proprio messaggio a carrozzine vuote, come Mario di Montesilvano, malato di Sla. «I disabili celebrano il loro funerale - ha detto Claudio Ferrante, Carrozzine Determinate -; questa manovra finanziaria scellerata colpisce chi è già in agonia: dopo i tagli al fondo nazionale per le politiche sociali, il fallimento delle politiche del lavoro con un 97% di disabili disoccupati, dopo il blocco al fondo per la non autosufficienza, non è accettabile pensare di mettere mano anche alle indennità di accompagnamento e alle pensioni di invalidità, ledendo diritti costituzionali».
«Per ognuna di queste carrozzine c'è una famiglia sacrificata e una donna diventata schiava perchè costretta ad assistere il disabile, senza poter lavorare - dice Camillo Gelsumini, Uildm -; questi tagli equivalgono a uccidere disabili e famiglie, oltre all'indotto di badanti, fisioterapisti, assistenti». «Ci impegniamo a presentare emendamenti per discuterne in aula con la maggioranza - ha detto Vittoria D'Incecco, deputata del Pd -: nessuno può considerare giusto toccare le fasce più deboli». «Le pensioni di invalidità non vanno toccate, già non sono sufficienti», è stata la voce di Nicoletta Verì, Pdl. Già sotto stress, disabili e famigliari. «Vorrei lavorare, ma non posso: chi assisterebbe mio figlio di 8 anni e mio marito, disabili?», dice Majena. «Prima avevo 90 sedute l'anno di riabilitazione domiciliare, ora 20 a primavera e 20 in autunno - racconta Rita, da 11 anni sulla carrozzina -, come possono ora pensare di mettere mano anche all'indennità di accompagnamento e invalidità, appena 450 e 260 euro». Una delegazione ha poi incontrato il prefetto Vincenzo D'Antuono, consegnandogli una lettera-appello indirizzata al presidente della Repubblica. «Oggi stesso informeremo l'autorità governativa e invieremo copia della lettera», ha detto il prefetto. Presenti all'incontro anche i consiglieri regionali Verì, Chiavaroli, Ruffini, della commissione tutela della salute che si riunirà mercoledì per mettere a punto proposte di emendamenti da inviare a Roma. In tandem, presenti alla mobilitazione rappresentati politici e istituzionali Pd, Prc, Verdi, Idv, Pdl, Udc, Fli; sociali, dalla Cgil all'associazione Strada parco. «Inaccettabili i tagli previsti per l'assistenza ai disabili e a tutto il settore sociale», ha detto in nota Moreno Di Pietrantonio, Pd. Dello stesso tenore i messaggi lanciati da Marinella Sclocco e Silvio Paolucci, Pd; dal gruppo dell'Idv presente in forze; da Walter Caporale capogruppo regionale Verdi.

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