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Pescara, 10/04/2026
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Data: 02/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fas, Tremonti gela i parlamentari abruzzesi «Meno tagli agli enti locali, ma restano quelli ai Ministeri». Fondi europei a forte rischio

PESCARA - In Commissione Bilancio del Senato piomba Tremonti e gela tutti: «Si alleggeriscono i tagli agli enti locali ma restano invariati quelli ai Ministeri». Una pessima notizia, soprattutto per i parlamentari abruzzesi seduti nel pomeriggio di ieri al tavolo di Palazzo Madama. Perché nei sei miliardi di tagli aggiuntivi previsti per i dicasteri rientra la partita dei Fas, i fondi per le aree sottoutilizzate, che per l'Abruzzo valgono circa 612 milioni di euro da spendere nel settore del turismo, dell'innovazione, della ricerca, del sostegno alle imprese: l'unica boccata d'ossigeno oggi disponibile per ridare fiato all'economia del territorio.
Non tutto è ancora perso, perché gli emendamenti presentati in modo trasversale dai parlamentari abruzzesi potrebbero correggere il tiro prima del voto al Senato. Ma il rischio di vedere ulteriormente ridotta questa importante quota di finanziamenti, già erosa dal 2007 ad oggi dai precedenti tagli del Governo, resta altissimo.
Alfonso Mascitelli, parlamentare dell'Idv e componente della commissione Bilancio del Senato, spiega come è andata in questo blitz a Palazzo Madama del ministro dell'Economia: «Tremonti ci ha spiegato che i tagli agli enti locali saranno alleggeriti ma che quelli ai Ministeri non si toccano. E quando ho chiesto in che misura i Fas rientravano nella manovra, ha risposto che non si era ancora provveduto ad una quantificazione». Dunque, tutto resta in bilico. La commissione Bilancio del Senato avrebbe dovuto approvare già ieri il pacchetto degli emendamenti alla manovra economica (sarebbero circa 1.300) nei quali rientra anche la partita dei Fas: «Ma il centrodestra ha chiesto tempo -spiega Mascitelli- e il calendario dei lavori è stato stravolto. Al voto si dovrebbe arrivare in nottata o nella giornata di domani (oggi per chi legge; ndr). Il fatto è che la maggioranza è in totale confusione».
Sempre ieri, a Roma, Chiodi ha partecipato alla Conferenza delle Regioni guidata da Vasco Errani e il rappresentante dei governatori non è stato tenero con il Governo, minacciando «un conflitto istituzionale se la manovra non sarà cambiata». Per i rappresentanti delle Regioni è «inaccettabile lo squilibrio tra i tagli allo Stato centrale e quelli alle autonomie locali». E non è escluso che sia stato proprio il monito di Errani a convincere Tremonti a ridurre la pressione su Comuni, Province e Regioni, lasciando invariata quella sui Ministeri.
Resta il fatto che in questa sorta di tela di Penelope rappresentata dalla manovra finanziaria del Governo, la coperta è sempre troppo corta da qualunque parte la si tiri. Anche dai tavoli romani di ieri, dove ha partecipato mezzo Abruzzo, tutti sono rientrati a casa insoddisfatti: dai sindaci dei piccoli Comuni, ai rappresentanti delle Province e delle Regioni, alle parti sociali, che minacciano un autunno sempre più caldo. I piccoli Comuni abruzzesi si sono dati appuntamento per domani, a Pescara, per una grande manifestazione di protesta. Le quattro amministrazioni provinciali a rischio cancellazione annunciano Consigli straordinari aperti e mostrano le tasche vuote. La Regione spera ancora nella risorsa dei Fas: ma alla fine a qualcuno toccherà fare un passo indietro.

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