Decreto in Senato martedì. Il decreto sulla manovra approderà nell'aula del Senato nel pomeriggio di martedì 6 settembre e sono previste sedute fino a sabato. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha invitato i "gruppi parlamentari a ritirare una parte congrua degli emendamenti presentati per velocizzare i lavori in commissione e in Aula".
Berlusconi: "In Italia opposizione e stampa anti-italiane. "Al di là di quello che leggete sui giornali, la manovra italiana rispetta i saldi previsti" e consentirà "il pareggio di bilancio nel 2013" come "previsto dagli impegni europei", ha detto il premier, Silvio Berlusconi, al presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, alla cancelliera tedesca Angela Merkel e a Herman Van Rompuy, rivolgendosi a loro prima dell'avvio della plenaria della conferenza internazionale sulla Libia a Parigi.
Poi l'attacco a stampa e opposizione: "Purtroppo in Italia abbiamo un'opposizione e una stampa anti-italiana'' che ha un atteggiamento ''criminale e che influisce negativamente sui mercati e aizza le speculazioni''. Il premier ha spiegato che ''l'aumento dell'Iva è una riserva. Noi non l'abbiamo utilizzata, ma passando dal 20 al 21% ci sono 4 miliardi in più nelle casse che sono a disposizione e che il presidente del Consiglio con un decreto può attuare da un momento all'altro. È una clausola di salvaguardia assoluta per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013". Il premier ha, poi, ipotizzato l'aumento "dal 20 al 22%, ad esempio per tre mesi". E ha concluso dichiarando che non ci sono problemi per l'approvazione della manovra in Parlamento.
Le reazioni. Enti locali sul piede di guerra: Alemanno definisce il provvedimento inaccettabile e i Comuni sono pronti a proseguire con la mobilitazione. Al termine dell'incontro dell'Anci con il Pd, Alemanno ha detto: "I nuovi testi presentati sono assolutamente non soddisfacenti e inaccettabili. Contiamo di avere ascolto anche in sede parlamentare". E poi ha dichiarato: "Così come lunedì hanno manifestato insieme i sindaci di centrodestra e centrosinistra, adesso il nostro appello a rivedere la manovra dando respiro agli enti locali, è rivolto veramente a tutti".
"Il giudizio che diamo dell'incontro è fortemente negativo: non abbiamo avuto alcuna risposta". Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha commentato con queste parole, nel corso di una conferenza stampa, l'incontro col governo a Palazzo Chigi sulla manovra. Per Errani il taglio alle autonomie nelle ultime tre manovre è "drammaticamente sproporzionato e tutto a carico delle regioni e degli enti locali". Le Regioni, a causa dei tagli, non saranno in grado di garantire il trasporto pubblico locale, per questo "porteremo al governo i contratti sul Tpl e gli chiederemo di rispondere a questi contratti".
I Comuni auspicano "forti modifiche altrimenti la situazione è disastrosa", ha detto il presidente facente funzioni dell'Anci Osvaldo Napoli, dopo l'incontro sulla manovra, sottolineando che "la mobilitazione dei sindaci continua". Per il presidente della Lombardia "È stato seppellito il federalismo fiscale. Nel momento difficile del Paese - ha aggiunto - siamo pronti e desiderosi di fare la nostra parte, ma non possiamo essere caricati di un peso assolutamente sproporzionato. Vengono caricati i cittadini usando lo schermo di Regioni, Province e Comuni. Non siamo più intenzionati a metterci la faccia da soli. Deve essere il governo a dire che la situazione è così pesante da provocare il taglio dei servizi".
''Dopo due manovre, oggi si rompe la catena istituzionale perché si continua a procedere, non solo in maniera unilaterale, ma intervenendo in quei livelli istituzionali che poi garantiscono, per conto del governo, servizi importanti'', è stato il commento del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. E lunedì pomeriggio è in programma a Roma una manifestazione congiunta di Comuni, Province e Regioni.
Il Governo starebbe preparando un altro condono, ma il Pd si "metterà di traverso", ha detto il segretario democratico Pier Luigi Bersani, al termine dell'incontro con l'Anci. "Fanno la faccia truce agli evasori, ma dietro la faccia truce si inventano un altro condono. Io dico: condoni basta! Ci metteremo di traverso, ora le tasse di devono pagare". Poi, il segretario del Pd ha aggiunto: "Il parlamento si assuma le sue responsabilità e noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma il giorno dopo il governo deve andare a casa".
Durissimo il giudizio di Confindustria: "A quasi un mese di distanza dal monito della Bce, la manovra che si sta faticosamente profilando appare debole e inadeguata. Alcune componenti della manovra non sono valutabili e non c'è quindi la necessaria certezza sui saldi". Il consiglio direttivo quindi ''esprime forte preoccupazione per il modo in cui viene affrontata la grave situazione delle finanza pubblica italiana e della ripresa della crescita''.
Per coniugare il rigore dei conti e l'indispensabile crescita, secondo Confindustria è necessario intervenire sul sistema pensionistico, ridurre le tasse, privatizzare, dismettere patrimoni immobiliari, liberalizzare professioni e servizi pubblici e investire in infrastrutture. Sono queste le proposte lanciate da Confindustria al termine del consiglio direttivo riunitosi oggi a Milano.
"Dobbiamo valutare quello che è necessario al nostro paese per crescere da un lato e dall'altro, mettere i conti a posto'', ha detto Carlo de Benedetti all'uscita della sede di Assolombarda dove si sta ancora tenendo il consiglio direttivo straordinario di Confindustria. In merito a cosa chiedano gli imprenditori al Governo de Benedetti ha aggiunto che serve ''soprattutto fare delle riforme fondamentali, come possono essere quella della pensioni o la riduzione sulle imposte sul lavoro e a fronte di questo accettiamo la patrimoniale''.
Vede l'Italia sull'orlo del baratro Alessandro Profumo, ex ad di Unicredit: "La manovra non è adeguata nelle quantità, la situazione è insostenibile, siamo sull'orlo del baratro".
Non la pensa così la Lega, secondo la quale le modifiche migliorano il testo originario: ''Con gli emendamenti presentati dal governo la manovra sicuramente è migliorata. Siamo riusciti a dare risposte agli enti locali che ottengono nuove risorse anche al di fuori del patto di stabilità, al contrario dei ministeri che, invece, subiscono importanti tagli di bilancio'', ha detto il presidente dei senatori della Lega Nord, Federico Bricolo.
Per Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl "sono state introdotte delle modifiche che rispondono a istanze poste sia dalla stessa maggioranza che dalla minoranza", aggiunge Gasparri. "C'è da evitare il voto di fiducia, sempre che tutti apprezzino il confronto. Io - continua - credo che la fiducia non ci debba essere".
Restano i motivi dello sciopero. E per Susanna Camusso, leader della Cgil, i motivi dello sciopero proclamato dal sindacato per il 6 settembre rimangono tutti: "si sta facendo una gran confusione", dice, "gran parte manovra resta iniqua, i grandi patrimoni non danno nulla ma vengono salvaguardati e chi lavora viene pesantemente colpito". L'agitazione, quindi, è confermata.