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Data: 02/09/2011
Testata giornalistica: Il Gazzettino
Bus , gli abbonati contro Aps: «I tagli? Soltanto una scusa». Daniela Ruffini boccia la sua maggioranza: «Colpiti i lavoratori»

Una lunga fila per arrivare ad una brutta sorpresa. Ieri, nell'ultimo giorno di agosto, lo sportello per il rilascio degli abbonamenti Aps di piazza dei Signori, come sempre al momento delle scadenze di fine mese, ha lavorato a ritmi serrati fin dal mattino. Per gli utenti in coda per acquistare la tessera, la sorpresa di un aumento che non passa inosservato. «Un aumento sensibile, che nel bilancio familiare ha un peso - spiega Anna, genitore di due ragazzi che per andare a scuola hanno bisogno dell'autobus - L'annuale per studenti è passato da 185 euro a 210, poi per fortuna c'è uno sconto per il secondo figlio. Abbiamo dovuto fare la fila come sempre, e dentro l'ufficio era parecchio caldo, ma questo ci sta. Il problema però non è tanto quello del costo, ma quello del servizio. Si potrebbe anche sopportare un aumento, se ci fosse un miglioramento del trasporto in generale. La qualità invece non aumenta di pari passo ai costi. Nell'ultimo anno scolastico non so nemmeno quante giustificazioni ho fatto per i ritardi dei ragazzi, perchè il tram non passa, o passa in ritardo, comunque strapieno». In coda si incrociano lavoratori, studenti, pensionati, chi rinnova l'abbonamento per tornare al lavoro, chi pensa all'anno scolastico che arriva e alla "strategia" più adatta da qui a giugno per affrontare le spese per gli spostamenti. Per alcuni l'aumento delle tariffe dell'abbonamento significa perfino cambiare le abitudini: «L'aumento a cui siamo di fronte è davvero sostanziale - racconta Bianca, studentessa - Di solito facevo l'abbonamento annuale, extra urbano, e lo pagavo 250 euro. Questa volta ho dovuto fare quello mensile, perchè non avevo i soldi per l'abbonamento annuale. E ho speso 44 euro». Gli studenti, costretti a prendere l'autobus nelle ore di punta, sono i più sensibili alla qualità del servizio: «Gli autobus sono sempre pieni - commenta Samantha, liceale - Negli ultimi tempi mi sembra addirittura che sia peggiorata la qualità del servizio. Per altro non tutti gli autisti sono gentili. A scuola di questo si lamentano in molti, specialmente quelli che per arrivare devono prendere il tram. Invece chi viene con le corriere della Sita ha meno problemi». Per tutti però arrivano gli aumenti: «Anche i biglietti a bordo - continua Samantha - sono aumentati, l'avevo notato nei giorni scorsi». Se da una parte gli studenti hanno un occhio di riguardo a quello che offre il trasporto pubblico a livello di servizio, dall'altra i pensionati sono quelli più attenti all'aspetto economico: «La tessera mensile è aumenta di tre euro, mi è costata 37 - racconta Mario - Considerando anche gli aumento dello scorso maggio, in un anno il costo è davvero diventato pesante, anche perchè aumenta anche tutto il resto e quindi è sempre più dura, alla fine del mese tutto si fa sentire. La "scusa" sono i tagli della Regione, ma per altre cose i soldi invece si trovano. Io prendo l'autobus tutti i giorni, lo uso per muovermi. Se lo usassi un pò meno, mi sa che con 37 euro al mese potrei quasi quasi cominciare a prendere il taxi, senza svenarmi troppo».

Daniela Ruffini boccia la sua maggioranza: «Colpiti i lavoratori»

Anche da sinistra arriva una bacchettata alla "stangatina" sulle tariffe Aps. Bacchettata che, ancora una volta, arriva da Rifondazione comunista. Impegnata ai banchetti per raccogliere le firme per introdurre anche in Italia la patrimoniale, la presidente del consiglio comunale (e capogruppo di Rc) Daniela Ruffini boccia senza esitazione il rincaro degli abbonamenti di bus e tram. Presidente, il sindaco Flavio Zanonato e il suo vice Ivo Rossi ieri hanno spiegato che sono i tagli di governo e Regione a costringerli ad aumentare e che, in tutti i casi, vengono tutelate le fasce più deboli, in primis le famiglie. «Sulla prima affermazione non posso che essere d'accodo con Zanonato e Rossi. Sulla tutela delle famiglie invece rimane più di qualche perplessità». Ma come? Il biglietto famiglia passa da 4 a 3 euro. «Lasciamo perdere. I lavoratori stanno facendo i conti con una crisi economica pesantissima. A fronte di questo, noi facciamo pagare un abbonamento mensile 37 euro, non è accettabile. Bisogna poi tenere sempre presente che il rincaro degli abbonamenti va ad aggiungersi ad una serie di aumenti tariffari che rendono oggettivamente difficile arrivare a fine mese. Chi ha deciso questo aumento dimentica anche un'altra circostanza: chi si muove con i mezzi pubblici contribuisce ad una mobilità sostenibile, quindi non va penalizzato». Numeri alla mano, ieri Rossi ha spiegato che, a fronte di un taglio dei finanziamenti ad Aps pari a circa 2.1 milioni di euro all'anno, il ritocco delle tariffe era invitabile. «Io la penso in modo differente. Un'amministrazione comunale ha il dovere di garantire i servizi fondamentali in favore dei suoi cittadini e tra questi c'è il trasporto pubblico. Le risorse si possono trovare da altre voci inserite nel bilancio. Penso per esempio alle multe. La mia proposta è quella di stornare qualche centinaio di migliaia di euro dagli introiti che ogni anno il comune incassa dalle contravvenzioni e di destinare questi soldi al trasporto pubblico con una finalità ben precisa: calmierare le tariffe». Il suo "grido di dolore" lanciato contro la stangatina di fine estate fa il paio con le polemiche del centrodestra? «Ma non scherziamo. Trovo incredibile che Pdl e Lega abbiamo il coraggio di attaccare l'amministrazione. Se i padovani devono fare i conti con gli aumenti di bus e tram, è soprattutto perché il governo Berlusconi, per far tornare i conti, non ci pensa due volte a tagliare i fondi agli enti locali».

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