ROMA. Non hanno nessuna intenzione di mollare proprio adesso. Vogliono farsi sentire ma soprattutto sono pronti a combattere perchè i «tagli insostenibili» previsti dalla manovra fiscale per le Regioni e gli enti locali porterebbero tutti al collasso.
Sindaci, presidenti di Province e governatori si alleano a difesa delle loro autonomie: si va avanti con la mobilitazione «unitaria». Lunedì tutti a Roma: l'appuntamento con la Conferenza delle Regioni, l'Upi e l'Anci è alle 15 nella sala delle Conferenze dell'Autorità Garante in piazza Montecitorio. Tema del dibattito: la difesa dei servizi per i cittadini e il contrasto «alle misure di carattere ordinamentale sbagliate e offensive della dignità delle istituzioni territoriali e di chi le governa». Alla mobilitazione, a cui ha aderito anche Legautonomie, i presidenti della Conferenza delle Regioni (Vasco Errani), dell'Upi (Giuseppe Castiglione) e dell'Anci (Osvaldo Napoli) vorrebbero però arrivare con qualche rassicurazione in più. Per questo hanno chiesto (e ottenuto) ai capigruppo del Senato e al presidente Renato Schifani di fissare un incontro per la mattinata di lunedì. Il punto di rottura tra enti locali e Governo (oltre alle norme di carattere ordinamentale) sono i tagli. Il provvedimento prevedeva inizialmente una decurtazione alle autonomie di 6 miliardi di euro per il 2012, ora probabilmente ridotta a 4,2 miliardi.
Gianni Alemanno, sindacodi Roma e presidente del Consiglio nazionale dell'Anci, ieri ha visto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, al quale ha chiesto di svolgere il suo compito istituzionale di interlocutore degli enti locali. «Mi ha promesso che farà tutti gli sforzi possibili» ha detto Alemanno, convinto che occorra ancora «insistere per un cambiamento sostanziale della manovra». I governatori stanno pensando di riconsegnare le convenzioni con Trenitalia che non sono in grado di onorare se i tagli ai trasporti dovessero rimanere tali.
E le proteste continuano: il sindaco di Varese per oggi organizza un flash mob nella sua città. Anci Umbria scenderà invece in piazza mercoledì, data in cui è stato fissato un presidio di sindaci davanti alla prefettura.