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Data: 03/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caldoro: chi ci attacca nel partito sbaglia nessun imbarazzo a protestare con la sinistra. Enti locali, scontro nel Pdl. Alemanno: misure da cambiare

ROMA - Presidente Caldoro, ha torto o ha ragione Cicchitto ad attaccare i sindaci del Pdl?
«Quello è il suo punto di vista. La mia risposta è nei numeri e nella illustrazione degli effetti pratici della manovra. Che, per quanto riguarda la sanità, i trasporti, la scuola, le piccole e medie imprese e tutti i servizi sociali, significa un forte peggioramento della vita dei cittadini».
Molti nel Pdl non lo capiscono?
«I comparti nazionali sono più lontani, rispetto a noi che amministriamo gli enti locali e le regioni, dalla gestione di ciò che serve alle persone che abitano i territori. Quando sei costretto a tagliare, per esempio, oltre il 70 per cento del trasporto locale, la strada qual è? La riduzione delle corse, la diminuzione del numero delle vetture, l'esubero del personale, l'aumento delle tariffe».
Insomma, Cicchitto sbaglia?
«E' un errore mettere sul piano degli schieramenti politici questioni oggettive. Non ho nessun imbarazzo a rappresentare le posizioni che rappresento al fianco di colleghi del centrosinistra. Così come non mi verrebbe minimamente il pensiero di sfilare in piazza contro il governo, in un'iniziativa sbagliatissima com'è quella dello sciopero indetto dalla Cgil».
Qual è la via giusta?
«Noi stiamo cercando di far comprendere che dietro una terminologia all'apparenza nobile, quella che parla di riduzione delle spese, si nasconde un danno alle esistenze quotidiane delle persone in carne e ossa. La spesa pubblica è fatta al 60 per cento di costi per lo Stato e il 40 per cento per gli enti locali. Le tre manovre di quest'estate hanno avuto un effetto inverso: hanno pesato il 25 per cento sullo Stato e quasi l'80 per cento sugli enti locali. Di questo 80 per cento, il 58 è fatto di tagli alle regioni».
A quanti euro equivale?
«Le regioni perdono sessanta miliardi. Noi chiediamo un riequilibrio. Anche perchè questo tipo di tagli va a colpire soprattutto il cittadino più debole: il pendolare, l'anziano, chi ha bisogno di servizi sociali».
La manovra non è necessaria?
«E' obbligatoria, oltre che necessaria. E mi permetto di dire, guardando le controproposte dell'opposizione, che soltanto questo governo è in grado di lavorare su misure sostenibili per quanto riguarda i saldi della manovra generale e che diano credibilità agli occhi dei mercati».
Ma voi questo governo non lo state indebolendo?
«No. Facciamo una battaglia che riteniamo giusta, nell'interesse dei cittadini».
Anche il Pdl si deve ribellare, come invoca Formigoni?
«Non è giusto tirare la croce addosso a nessuno: nè al Pdl nè al governo. Ma sia il Pdl sia il governo devono essere ancora più coraggiosi nell'avviare riforme strutturali, che garantiscano entrate nuove. Un po', già si è cominciato».
Ma poco poco?
«Due soluzioni non sono più rinviabili. La prima è l'innalzamento dell'età pensionabile, che andrebbe a vantaggio delle giovani generazioni. La seconda è l'aumento dell'Iva, che può permetterci di trovare nuove coperture. Tutto ciò, insieme al lavoro, che già si sta facendo, sulla riduzione dei costi della politica. Serve un grande patto, fra le istituzioni centrali e locali, per arrivare in tempi brevissimi a una vera e propria riforma dell'organizzazione dello Stato».
Intanto, il fronte bipartisan degli enti locali è unito contro i tagli: non rischierà di spaccarsi?
«Sulle questioni di merito, non si spaccherà. Sui metodi e sugli strumenti di protesta, ognuno è libero di scegliere quelli che ritiene più idonei».

Enti locali, scontro nel Pdl. Alemanno: misure da cambiare
Cicchitto: critiche incomprensibili. Il sindaco: conviene al centrodestra

ROMA - Le tensioni sulla manovra non si stemperano nel Pdl. E' scontro tra Fabrizio Cicchitto e Gianni Alemanno. Gli amministratori del centrodestra sono accusati dal presidente dei deputati Pdl di aver fatto incomprensibili critiche. «Non condividiamo i toni di opposizione frontale che hanno assunto alcuni di loro», accusa. Risposta di Alemanno, «è comprensibile». Poi aggiunge di voler «insistere per un cambiamento sostanziale» della legge di bilancio che penalizza gli enti locali. Non è «ottimista» sull'esito del confronto, il sindaco di Roma, ma ritiene ci siano «i margini per trattare». Proprio per questo, incontrando ieri il ministro Roberto Maroni, è tornato a chiedere di intensificare il lavoro che sta già facendo di «interlocutare» tra governo ed enti locali. Ottenendo una risposta positiva: Maroni farà «uno sforzo».
Nel partito berlusconiano si tenta di circoscrivere lo scontro tra i due big, senza accentuarne i toni, ma lo sconcerto è evidente. Le stesse critiche erano state fatte da Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati Pdl e presidente pro-tempore dell'Anci. Molti preferiscono non scendere nell'arena, per non creare nuove polemiche. Tuttavia si fa notare che sulla manovra ha molte ragioni. Perché la manovra-bis in arrivo nell'Aula del Senato da martedì prossimo è il frutto di una mediazione con la Lega la quale, per tutelare i suoi elettori, ha detto no a mutare le norme sulle pensioni. C'è un diffuso scetticismo sull'efficacia della manovra. Non solo per le difficoltà dell'iter parlamentare, malgrado gli appelli ai gruppi, da parte del presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, di eliminare gran parte degli emendamenti al fine di velocizzare il dibattito. Ma ci sono timori sulla tenuta dei conti. E da più parti, si osserva, che la manovra «fra 6 mesi dovrà essere ripresentata».
Dagli enti locali, intanto, arrivano nuove bordate. Regioni, Upi e Anci sono decisi alla mobilitazione «unitaria» contro le «misure di carattere ordinamentale sbagliate e offensive della dignità delle istituzioni territoriali e di chi le governa». Sarà questo il tema dell'incontro che lunedì terranno a Roma, alle 15, nella sala delle Conferenze dell'Autorità garante in piazza Montecitorio. Ma prima della manifestazione intendono ricevere qualche rassicurazione in più dai capigruppo del Senato e dal presidente, Renato Schifani, ai quali hanno chiesto udienza.
Mentre il ministro Saverio Romano, dalla festa dei Popolari di Italia Domani, a Summonte, tende una mano, annunciando emendamenti «per incentivare le regioni a spendere fondi eurupei destinati al piano di sviluppo rurale», ma anche per difendere «le fasce sociali più deboli», le Regioni lamentano di avere le mani legate. La governatrice del Lazio, Renata Polverini, pensa a una clamorosa forma di protesta. Stanno pensando «di consegnare fisicamente al governo gli accordi, le convenzioni con Trenitalia che abbiamo sottoscritto, ma che, avendo subìto un taglio per il trasporto pubblico del 75%, non saremo in grado di onorare». Anche la Polverini accusa il governo che «non riesce a trovare il bandolo della matassa». Mauro Guerra, vicepresidente Anci, chiede di aprire un confronto «per norme condivise sulla riorganizzazione dei piccoli comuni». Persino il sindaco di Varese, terra leghista, è in rivolta: oggi organizzerà un flash-mob di protesta.

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