Più di 400 miliardi di vecchie lire: a 234 milioni di euro ammonta il conto dei tagli che si abbatteranno sulla Regione Liguria di qui al 2014, un importo che mette a rischio il sistema dei trasporti pubblici locali e la sanità. L'allarme parte dall'assessore al Bilancio Pippo Rossetti. "Porteremo i contratti di servizio con Trenitalia al governo - dice - e anche i conti della sanità; a questo punto ci devono dire loro cosa dobbiamo tagliare, perché con questi numeri non siamo più in grado di sostenere il sistema. L'unica speranza è che la manovra venga corretta in sede di discussione parlamentare".
I numeri sono pesanti, anche perché conti alla mano i tagli incidono in modo molto più leggero sugli uffici romani che su quelli decentrati: lo Stato pesa infatti per il 60,5% sulla spesa pubblica, ma se la cava con il 24,34% dei tagli, mentre le regioni, che pesano per il 26% sulla spesa pubblica nazionale, inclusa la sanità, devono fare i conti con il 57,7% dei tagli. "Questa è una manovra senza senso - denuncia Rossetti - che taglia i servizi ai cittadini, porta alla morte del federalismo e all'azzeramento di qualsiasi possibilità di intervento della Regione". In particolare il decreto 78 del 2010 ha tagliato alla Liguria 154 milioni di euro per il 2011 e 20 milioni per il 2012, il decreto 98 del 2011 taglierà altri 30 milioni nel 2012 e 30 milioni nel 2013, per arrivare ad un importo complessivo di 234 milioni di riduzioni entro il 2014.
Ieri pomeriggio
l'ultimo incontro romano ha dato esito negativo per le regioni che hanno preannunciato battaglia, mentre la Cgil ha confermato lo sciopero generale di martedì 6 settembre. A Genova sono previsti due cortei di protesta e oggi in piazza De Ferrari, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 sarà allestito un gazebo per distribuire materiale informativo sullo sciopero. I cortei partiranno martedì mattina alle 9 dalla Stazione Marittima e dai giardini di Brignole per arrivare alle 11 in piazza De Ferrari per la manifestazione conclusiva. La protesta sarà di otto ore per tutte le categorie, compreso anche i trasporti. All'Amt il personale viaggiante, almeno quello aderente alla Cgil, si asterrà dal lavoro dalle 9 alle 17 e l'azienda ha già comunicato che nelle precedenti proteste proclamate solo dalla Cgil l'adesione ha superato il 50%; è probabile quindi che il servizio di trasporto pubblico venga sostanzialmente dimezzato nella giornata di martedì.
"Con due manovre economiche in un solo mese - denuncia una nota del sindacato - il governo Berlusconi ha imposto più tasse ai lavoratori e ai pensionati, ha tagliato i servizi, la sanità e l'assistenza, ha messo in discussione il contratto nazionale, ha discriminato i disabili. Tutto questo senza garantire il riequilibrio dei conti pubblici, senza favorire la crescita del Paese". La crisi continua a mordere e lo dicono i numeri della cassa integrazione che anche nel 2011 sono rimasti alti: in calo solo la ordinaria, che molte aziende hanno ormai esaurito, mentre quella straordinaria, concessa per crisi strutturale, da gennaio a luglio in soli sette mesi è arrivata a poco meno di 1.900.000 ore, più di 200.000 ore in più di quella fatta in dodici mesi, da gennaio a dicembre, nel 2010.