PESCARA - Un unico maxi emendamento per salvare i Fas dai tagli lineari ai Ministeri. A questo ha lavorato ieri la commissione Bilancio del Senato, che ha riservato gran parte dei lavori della mattinata proprio al capitolo dei Fondi per le aree sottoutilizzate. E in serata il maxi emendamento è stato varato. Mercoledì prossimo, quando il decreto sulla manovra bis del Governo approderà a Palazzo Madama, l'Abruzzo conoscerà la sorte di questi 612 milioni di euro promessi dal Cipe per il rilancio del proprio territorio e poi rimessi in discussione dalla manovra Tremonti. Ma non dovrebbero esserci più rischi.
«Sì, ma è sempre bene vigilare fino all'ultimo, anche se non è mai accaduto che l'aula del Senato ribalti una decisione presa all'unanimità in commissione -spiega il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli- Erano ancora sette, ieri mattina, gli emendamenti sui Fas in commissione Bilancio: due del Pd, due dell'Italia dei valori, uno del Pdl, uno di Fli e uno di Forza del Sud. Di questi, la metà offrono anche una copertura finanziaria, indicando dove trovare i soldi una volta salvati i Fas dai tagli ai Ministeri. Gli altri delegano invece il Governo a reperire i fondi necessari per questa compensazione». Tutti i parlamentari abruzzesi, dal segretario della V commissione Bilancio del Senato Paolo Tancredi (Pdl), al collega di partito Andrea Pastore, a Giovanni Legnini e Luigi Lusi (Pd) a Mascitelli (Idv), si sono battuti per la stessa causa: evitare che l'Abruzzo perda i Fas. «Ho proposto io al presidente Azzollini -dice Mascitelli- di unificare in un unico emendamento che portasse la firma della commissione i sette emendamenti venuti dai vari partiti, perché questo ci dà maggiori garanzie. Per noi è importante evitare i tagli, ma è altrettanto importante che venga inserito l'aggiornamento dei Fas nella contabilità dello Stato, che avrebbe così l'obbligo di rendicontare per legge su questo capitolo di spesa entro il 20 ottobre di ogni anno». Lusi e Legnini: «Le cose non stavano come diceva Chiodi, l'intervento normativo era necessario come noi avevamo richiesto da subito, altrimenti il Fas regionale sarebbe stato colpito con la manovra finanziaria. Adesso si dia finalmente corso all'assegnazione delle risorse stanziate dal Governo Prodi sin dal 2007. Ma l'importante è aver capito che quando ci si muove con unità di intenti gli obiettivi vengono centrati». Gianni Chiodi non si scompone: «Cos'avevo detto io? Avevo ragione, tanto baccano per nulla». Tancredi: «E' stata nostra l'iniziativa vincente, gli altri ci hanno seguito. Ora aspettiamo la delibera Cipe».
Intanto anche in Abruzzo gli enti locali restano sul piede di guerra nonostante l'alleggerimento dei tagli per circa 1,8 miliardi di euro stabilito negli ultimi ritocchi alla manovra bis. Per le 10 di questa mattina, a Pescara, i sindaci dei piccoli Comuni si incontreranno nella sala De Cecco di piazza Unione per fare sentire la propria voce a difesa delle municipalità. Perché se è vero che il Governo ha fatto marcia indietro sullo scioglimento dei Consigli comunali dei centri sotto i mille abitanti, e sulla cancellazione delle Province, c'è una novità dell'ultima ora che Mascitelli invita a non sottovalutare: «Non vengono cancellati i Consigli comunali dei centri sotto i mille abitanti, ma a quelli compresi tra i mille e i cinquemila abitanti si applica il patto di stabilità, un obbligo di equilibrio di bilancio a cui fino ad oggi erano tenuti solo i Comuni più grandi: questo rischia di creare non pochi problemi di sopravvivenza ai piccoli centri della nostra regione».