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Data: 03/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dopo la manovra tavolo sulle pensioni

ROMA Il capitolo pensioni non è chiuso. Si prospetta per l'autunno una riapertura del cantiere previdenziale, probabilmente con l'escamotage di un allargamento della delega in materia fiscale e assistenziale. «Il sistema previdenziale italiano a regime è un sistema stabile, sostenibile ed equo. I problemi aperti riguardano la transizione nel breve periodo dalle diverse norme, molte delle quali varate durante la legislatura», ha detto ieri il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, spiegando poi: «Ci sono transizioni più o meno lunghe, transizioni che sono state disegnate dai legislatori per dare tempo alle persone di organizzarsi e su queste transizioni la riflessione può essere ancora aperta, attraverso anche il dialogo sociale. Avremo occasioni, successivamente a questa manovra, per discuterne con le parti sociali, non senza di esse». Ma su questa ipotesi è arrivato il no preventivo del leader della Cisl Bonanni.
Il nuovo riassetto potrebbe includere l'accelerazione dell'equiparazione dell'età pensionabile di vecchiaia per le donne del settore privato con gli uomini, da 60 a 65 anni (nella manovra ora è fissata dal 2016 con un progressivo innalzamento sino al 2028), con un aumento ad esempio di 6 mesi per ogni anno. Potrebbero trovare spazio il riordino della contribuzione figurativa, anche con l'eliminazione della stessa per i sindacalisti in aspettativa. Così come potrebbero essere individuati coefficienti che incentivino la permanenza al lavoro oltre l'età pensionabile di volta in volta in vigore.

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