PESCARA L'Abruzzo può tirare un sospiro di sollievo, il tesoretto da 612 milioni di euro proveniente dai Fondi per le aree sottoutilizzate non rientrerà nei tagli previsti dalla manovra finanziaria del Governo. Un risultato importante, al quale i politici abruzzesi hanno lavorato senza divisioni. L'emendamento unitario, approvato dalla commissione Bilancio del Senato alle 18.48 di ieri, sottrae i Fas alla scure da 6 miliardi di euro a cui saranno sottoposte le spese ministeriali. Buona parte della giornata era stata spesa a illustrare e discutere i sette emendamenti presentati da Pd, Idv, Fli e Forza del Sud, e dai senatori abruzzesi del Pdl. La svolta si è avuta nella tarda mattinata, con l'unificazione dei testi in un solo emendamento, una scelta che ha consentito di raggiungere la più ampia convergenza possibile. «Esprimo la massima soddisfazione per un grande risultato - dice il capogruppo dell'Idv nella commissione Bilancio del Senato, l'abruzzese Alfonso Mascitelli - è la dimostrazione di come si possa lavorare insieme, in maniera proficua, nell'interesse dell'Abruzzo. Ci aspettiamo che al più presto il Governo delinei i tempi e le modalità di assegnazione delle risorse». Entusiasta Paolo Tancredi, segretario della commmissione Bilancio: «Sono particolarmente felice che ci sia stata l'unanimità, ora mi interessa che arrivi in tempi rapidi la delibera del Cipe, come promesso dal ministro Fitto». In un giorno di festa per l'intera regione, non si placano i malumori dei piccoli centri abruzzesi, per nulla soddisfatti della riduzione dei tagli agli enti locali. I 106 Comuni con meno di 1.000 abitanti non scompariranno, grazie alle modifiche apportate nelle ultime ore all'articolo 16 del decreto, ma non avranno più le giunte, vedranno ridotto a sei il numero dei consiglieri e saranno costretti a esercitare i servizi pubblici in forma associata. Una soluzione che non piace ai sindaci, che questa mattina alle 10, all'auditorium De Cecco di Pescara, manifesteranno il proprio dissenso, intervenendo in massa, con tanto di fasce tricolori e gonfaloni dei Comuni. «Da una parte contestiamo la riduzione delle risorse, che tocca tutti - dice Mario Crivelli, responsabile dell'Anci per i piccoli centri - dall'altra l'articolo 16, leggermente migliorato dal Governo, ma assolutamente inadeguato». Crivelli è per la spinta all'accorpamento dei servizi e per il contestuale mantenimento delle rappresentanze locali: «Questo provvedimento non genera risparmi, poiché elimina assessori e consiglieri, con retribuzioni irrisorie, ma introduce l'unione municipale, un nuovo ente superiore con costi di rilievo».