Una nuova imposta sui trasferimenti di denaro all'estero
ROMA. «Una riforma strutturale» che va «nella direzione dell'equità», ed «è rimasta invariata». Dispensa certezze il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sui contenuti e la solidità della manovra anticrisi. Nonostante la supertassa sfumata, rassicura gli scettici dal palco dell'assemblea nazionale delle Acli, a Roma. «Il vecchio contributo avrebbe dato 700 milioni nel 2012 e 1,6 miliardi nel 2013, quindi una cifra pari al 2,5% della manovra». «Come vengono coperti? Con la lotta all'evasione fiscale». Un giudizio che non chiude la porta a un possibile ritocco dell'Iva del 20%, di uno o due punti all'insù. La maggioranza ne resta convinta e potrebbe varare un decreto autunnale ad hoc.
Intanto il Fisco potrà recuperare le somme non riscosse dal condono tombale del 2002. In particolare, sarà possibile intervenire coattivamente al «recupero delle somme dovute e non corrisposte, maggiorate degli interessi maturati, anche mediante l'invio di un'intimazione a pagare quanto concordato e non versato alla prevista scadenza», entro il termine perentorio del 31 dicembre 2011. Lo prevede l'emendamento del Pd alla manovra, accolto dal governo e approvato in commissione Bilancio al Senato. E per chi non rispetterà l'ultimatum si applica una sanzione pari al 50% di quanto dovuto. Anche se dei 4 miliardi non riscossi circa 2,7 sono definiti inesigibili dall'Agenzia delle entrate.
Il nodo nel decreto bis è il giro di vite all'evasione e il ruolo assegnato nella lotta ai Comuni. «In Italia - spiega Tremonti - sicuramente c'è un'enorme evasione fiscale, sicuramente ci sono 4 milioni di partite Iva, più di Germania e Francia messe insieme. È radicalmente mancata, o non è stata sufficiente, la prevenzione». Il controllo dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza «non è più sufficiente». «Serve «qualcosa di più prossimo, così come è in tutti i Paesi occidentali».
Il Pdl punta a migliorare l'emendamento sul pacchetto fiscale. L'ipotesi più gettonata è quella di cancellare l'obbligo di pubblicazione dei redditi online. Il «problema non è esporre i ricchi al rischio di rapimento, ma di far notare quanta gente è fintamente povera», spiega Tremonti. Così come dice che è arrivato il momento di chiudere la fase del rapporto con le banche che «finora è stato ispirato ad un criterio di oggettivo segreto», che è da «superare nella logica della trasparenza». Ma non è ancora concluso il lavoro della commissione Bilancio del Senato. Questa mattina è convocata una nuova seduta. L'approdo in Aula del testo è previsto per martedì, per ottenere il disco verde prima della fine della settimana e poi passare alla Camera.
Arriva la tassa sui trasferimenti di denaro all'estero. Un intervento, targato Lega, per escludere dalla stretta sulle agevolazioni fiscali per le coop almeno le banche del credito cooperativo, ma su questo aspetto la modifica resta da approvare. L'imposta di bollo sulle rimesse all'estero è del 2% sui trasferimenti in contanti attraverso le agenzie "money transfer", l'importo minimo è di 3 euro. Nel decreto si precisa che «sono esenti i trasferimenti effettuati da persone fisiche, munite di matricola Inps e codice fiscale». Contraria l'opposizione. Destinati all'approvazione alcuni ritocchi della maggioranza sulla contrattazione (articolo 8) per estendere l'efficacia «erga omnes» degli accordi siglati a maggioranza. Quasi sicuro di passare, dopo il placet del segretario Pdl Angelino Alfano, è l'emendamento del Pd sulla "spending review", per contenere le spese della pubblica amministrazione. E sul riordino delle circoscrizioni giudiziarie, Alfano anticipa che: «abbiamo avuto una disposizione di massima da parte del Terzo polo e dell'Udc».