Iscriviti OnLine
 

Pescara, 12/04/2026
Visitatore n. 753.050



Data: 04/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caccia ai furbi del condono 2002 tassa sulle rimesse degli stranieri. Procedure coattive per 4,2 miliardi di euro di rate non versate

ROMA Un balzello per gli immigrati che inviano soldi all'estero e procedure più spicce per tentare di recuperare gli oltre 4 miliardi dovuti dai contribuenti italiani che avevano aderito al condono del 2002, ma poi non hanno pagato. Sono le due novità approvate ieri dalla commissione Bilancio del Senato, impegnata nella maratona che dovrebbe portarla all'approvazione del decreto già entro oggi; in modo da avviare dopodomani il dibattito in aula.
L'accostamento tra le due misure è naturalmente casuale, ma può suscitare qualche riflessione. Nel caso del condono, i destinatari del provvedimento sono coloro che all'epoca avevano aderito alla sanatoria - in realtà più sanatorie in una - sfruttando la norma che dava per perfezionata l'operazione al pagamento della prima rata ed omettendo poi di effettuare i versamenti successivi. La Corte dei Conti, che da tempo si interessa alla vicenda, ha fatto notare che proprio questa procedura, ritardando il rinvio della riscossione, ha dato tempo ai furbi, soprattutto società di capitali, di «organizzare il proprio assetto patrimoniale» in modo da non poter essere aggrediti: in pratica di far sparire beni e liquidità. È una partita che gli stessi magistrati contabili hanno quantificato in 4,2 miliardi, su 26 di gettito complessivo teorico del condono.
Con l'emendamento approvato, proposto dal Pd, si tenterà di correre ai ripari con nuove intimazioni e procedure coattive; ma lo stesso direttore dell'Agenzia delle Entrate (e presidente di Equitalia) Attilio Befera ha spiegato che dei 4 miliardi oltre 2 e mezzo sono praticamente inesigibili, perché gli interessati sono «spariti o falliti». Intanto resta il numero chiuso per le farmacie mentre è passata la spending rewiew sempre del Pd che impegna il ministro dell'Economia a presentare entro il 30 novembre «un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica», comprensivo dell'accorpamento degli enti di previdenza pubblica: in pratica una super Inps.
Ben diversa la filosofia dell'emendamento, firmato Lega Nord, che impone un prelievo del 2 percento, con un minimo di 3 euro, sulle somme di denaro trasferite all'estero. Il ricavato dovrebbe servire ad esentare le banche di credito cooperativo dalla stretta fiscale sull'intero settore della cooperazione. Nel dettaglio, è istituita «un'imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all'estero attraverso gli istituti bancari, le agenzie money transfer ed altri agenti in attività finanziarie». L'ultimo periodo però rivela i veri destinatari della stretta, chiarendo che «sono esenti dall'imposta i trasferimenti effettuati da persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale». Di fatto nel mirino ci sono gli stranieri presunti non regolari.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it