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Pescara, 12/04/2026
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Data: 04/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Il Cavaliere pensa soltanto al sesso» La moglie dell'imprenditore all'amico giornalista: andrò a chiedergli un lavoro

NAPOLI - La minaccia di chiamare Marinella Brambilla, la segretaria personale del premier, «per avere un appuntamento personale con lui». Vuole vederci chiaro, è determinata al punto tale da insistere su un punto: vuole che le venga fissato un appuntamento con «lui», vuole che sia «lui» a riferirle di persona che per lei il contratto è scaduto e che non le sarà rinnovato. È uno dei punti che emergono dall'inchiesta napoletana che vede in cella i coniugi Tarantini, uno dei possibili filoni delle indagini che il pm Enzo Piscitelli sta conducendo sulle nomine di Finmeccanica. Al telefono - stando alla sintesi della Digos - è una infuriata Debbie Castaneda, già fotomodella colombiana, nonché manager a contratto per Finmeccanica. È lei a «minacciare» di voler incontrare Silvio Berlusconi, nel corso della telefonata con Paolo Pozzessere (responsabile commerciale di Finmeccanica, non indagato) che l'ha appena informata che non ci sarà il rinnovo del contratto. Siamo allo scorso 30 giugno, nomine e consulenze sono state già stabilite, per lei il contratto non c'è. Ecco la sintesi del brogliaccio, stando alla ricostruzione degli uomini del primo dirigente Filippo Bonfiglio: «Pozzessere dice che deve risolvere il problema con quella persona che conosce anche lei e se non ci andrà la cosa non può sbloccarsi. Pozzessere - si legge nell'informativa di pg - avverte che se è lui a fare i contratti, ad autorizzarli è Guarguaglini e in questo caso Orsi, e loro come Finmeccanica non vogliono andare avanti». Serve una soluzione immediata - fanno capire gli inquirenti - serve che Debbie incontri direttamente «lui».
Debbie: non ho nulla da perdere
E la fotomodella aggiunge: «Lo chiamerò personalmente, non ho nulla da perdere. Poi dovrà essere lui a dire che non potrò lavorare più in Finmeccanica perché ho fatto qualcosa di male, ma questa cosa non me la merito». Nomine, consulenze, pressioni. Un filo rosso nell'inchiesta in cui donne ed affari entrano spesso in contatto.
«Pensa solo al sesso»
Sboccato è invece lo sfogo di Angela Devenuto (moglie di Tarantini), colta al telefono con Lavitola, stando alla sintesi della Digos: «La donna dice che visto che quello là (Berlusconi) ragiona solo a f... e niente altro, lei andrà da lui a settembre personalmente per chiedergli un lavoro». Lavitola risponde così, secondo la ricostruzione della Digos: «Lavitola dice che a quello gli devono chiedere solo una cosa, altrimenti le chiederà anche di s..., tanto vale che s... tutti e tre insieme». Chiacchiere che finiscono agli atti, assieme ad accertamenti e verifiche sulla galassia di interessi imprenditoriali di Lavitola e di Tarantini.
I fondi Fas
Parlano Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola. Il primo punta ai fondi Fas e allude a Raffaele Fitto (ovviamente non indagato ed estraneo alle ipotesi battute a Napoli, ndr), ex governatore della regione Puglia e attuale ministro per i rapporti con le Regioni: «Gianpaolo fa riferimento ad uno stanziamento di fondi non più disponibili. A tale proposito - aggiunge la pg - Gianpaolo precisa che Raffaele ha lui i fondi Fas per cui gli hanno dato la delega prevista per i fondi previsti nel bilancio della Regione; Valter così dice a Gianpaolo di fargli avere una nota precisa che lui modificherà e farà avere, tramite Rafael al Presidente». È bene ricordare che Rafael è il tuttofare peruviano che avrebbe prelevato la presunta tangente da 500 mila euro da Palazzo Grazioli per conto di Lavitola.
Soldi per l'editoria
È un altro possibile filone che emerge dall'inchiesta che ha investito l'editore dell'Avanti: il rapporto tra i soldi incassati dall'editore-direttore grazie alla legge sui fondi dell'editoria e la galassia di società riconducibile allo stesso Lavitola, questa volta nelle vesti di consulente commerciale del gruppo Finmeccanica. Lavitola parla con il suo collaboratore Fabio Sansivieri e si mostra preoccupato per l'attenzione riservata dalla Procura di Napoli nel corso dell'inchiesta P4 sui fondi dell'editoria. Sa che a Napoli è stata da poco ascoltata Elisa Grande, la funzionaria dell'ufficio fondi all'editoria, teme che possano arrivargli addosso controlli.


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