Oltre mille persone sono costrette a vivere, o meglio a sopravvivere, con sole 430 euro al mese. Sono i lavoratori in cassa integrazione in deroga a causa del terremoto di due anni fa. L'allarme lo ha lanciato ieri il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti: «Sono numerosi i lavoratori che quotidianamente vengono da noi a chiedere spiegazioni sul fatto che ricevano questa somma dai 780 euro iniziali. Purtroppo una norma dello Stato prevede che a partire dalla 24esima mensilità venga decurtato l'importo prima del 10% e poi del 30%. Con 430 euro al mese non si riesce nemmeno a pagare le tasse! Non è più rinviabile l'azione di sostegno al sistema economico-produttivo del cratere». Trasatti poi lancia una proposta: «Buone tutte le iniziative per cercare soluzioni, come quella del parlamentare Giovanni Lolli e quella del 16 ottobre, quando la Camera di Commercio ha convocato gli stati generali dell'economia e del lavoro, ma le proposte sono già state messe nero su bianco precedentemente. Ora è tempo di agire dando un termine alle risposte che devono arrivare dalla gestione commissariale e dal Governo. Da novembre si tornerà a pagare le tasse: questa è l'unica cosa certa. Non avendo risposte i sindacati e le associazioni devono fare fronte comune e organizzare manifestazioni di protesta».
Trasatti ha poi ricordato che il sei settembre la Cgil ha proclamato lo sciopero nazionale, con la manifestazione regionale che si terrà a Teramo. «Per la nostra provincia ha un doppio significato: alle conseguenze della crisi internazionale si sono aggiunte quelle del sisma». Sono stati organizzati del pullman per i manifestanti dal capoluogo, da Avezzano e da Sulmona.